Bonus sociale 2021, On Cafeo: “Solo 18% delle risorse destina al sud”

Siracusa, 27 luglio 2021 – “Il potenziamento dei servizi sociali è uno di quegli aspetti diventati se possibile ancora più cruciali proprio a causa della pandemia, per questo diventa inaccettabile prendere atto che nell’attuale legge di Bilancio nazionale, a causa di un paradosso inserito tra le righe delle norme approvate, le aree che godono già di un servizio avanzato potranno attingere ad ancora più risorse mentre i comuni con carenza di assistenti sociali si vedranno ulteriormente danneggiati e ridimensionati”.

A denunciare questa situazione è l’On. Giovanni Cafeo, segretario della III Commissione Ars Attività Produttive.

“In particolare, nel testo approvato si considerano i LEP, livelli essenziali delle prestazioni, pari a un assistente sociale ogni 5000 abitanti – spiega Cafeo – ma nella medesima norma è anche prevista una limitazione per le assunzioni se gli assistenti sociali sono meno di uno su 6500, creando proprio il paradosso che vede un potenziamento del servizio nelle zone comunque già coperte e un sostanziale abbandono per il resto dei territori, basti pensare alle risorse assegnate alla Sicilia, 1,7 milioni, inferiori a quelle previste per il solo comune di Torino”.

“Dispiace ancora di più apprendere che alla redazione della norma hanno contribuito proprio parlamentari siciliani, a cominciare dalla presidente della Commissione Affari Sociali alla Camera – continua Cafeo – un fatto che preoccupa perché, escludendo ovviamente l’intenzione di danneggiare volutamente il sud, l’unica altra spiegazione non può che essere legata o alla superficialità nell’affrontare l’argomento o peggio ancora all’incapacità di comprendere la norma”.

“Auspico che l’impegno del Ministro Orlando per sanare questa ingiustizia non si limiti alla ridistribuzione delle risorse del Fondo Povertà 2021 così come annunciato – conclude l’On. Cafeo – ma si concretizzi con la presentazione di un intervento legislativo di sostanza che corregga in senso perequativo una norma che rischia, allo stato attuale, di essere addirittura incostituzionale”.

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