Caso Isab-Lukoil: il governo punta sulla Golden Power

«La data del 5 dicembre non deve preoccupare. Sul caso Isab-Lukoil il governo sta sul pezzo e lo dimostra dal giorno del suo insediamento». Il vice presidente della commissione Bilancio della Camera, Luca Cannata, instilla iniezioni di ottimismo sull’evolversi della vicenda che preoccupa le organizzazioni datoriali, il sindacato e, soprattutto, i tremila lavoratori, fra diretti e indotto, dell’area industriale siracusana. Lo fa anche dopo la riunione interlocutoria di venerdì al Mimit, il ministero per le Imprese e il Made in Italy, rilanciando quanto ha dichiarato il ministro Adolfo Urso che ha assicurato l’impegno del governo a rivedere le parti in causa entro la metà di dicembre «con delle soluzioni che noi pensiamo di poter mettere in campo per quella data».  

«L’impianto di Priolo – spiega Cannata – è considerato dal governo un asset strategico per il sistema produttivo e per il settore chimico in modo specifico e quindi è un interesse nazionale e, come tale, diventano una priorità gli interventi da mettere in campo”. Entrando nello specifico delle strade da praticare, l’esponente di Fratelli d’Italia ribadisce che il ministro Urso ha attivato “un ulteriore confronto con il sistema bancario, per capire se innalzando il livello di copertura Sace, gli istituti di credito siano disponibili a finanziare l’investimento». In seconda battuta c’è l’ipotesi di compulsare l’Unione Europea per “utilizzare gli stessi strumenti concessi ad altri paesi europei che si sono trovati nelle medesime condizioni», con particolare riferimento alla deroga all’embargo. La strada che sembra essere più agevole da battere è quella della cosiddetta Golden Power, cioè l’assunzione di poteri speciali con la facoltà di dettare specifiche condizioni all’acquisito di partecipazioni, di porre il veto all’adozione di determinate delibere societarie e di opporsi all’acquisto di partecipazioni. “Sappiamo – dice Cannata – che per la raffineria Isab di Priolo ci sono diversi investitori che intendono rilevare l’impianto. L’idea del governo è di garantire un livello di prescrizione, che lo strumento della golden power consente quando si tratta di asset strategici a patto che vengano mantenuti i livelli occupazionali, produttivi e gli investimenti per la salvaguardia dell’ambientale». 

Per il vice presidente della commissione Bilancio è importante che “sul caso Lukoil e, più in generale, sull’intera area industriale siracusana, il governo abbia la massima attenzione ed è fondamentale che si continui su quest’ordine d’idee anche in prospettiva futura. Altrettanto determinante, a mio giudizio, è l’asse tra Regione siciliana e governo nazionale che il presidente Renato Schifani ha voluto rafforzare con la sua presenza venerdì a Roma”. 

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