Che fine ha fatto la nuova caserma dei carabinieri?


Ancora una prova che la politica siracusana è distratta e confusa. O forse è giusto dire incapace. In uno stile tutto nostrano è calato il silenzio anche sulla realizzazione della nuova caserma dei carabinieri che entra nell’annovero delle occasione perdute, come il porto turistico, il grande progetto per il recupero delle periferie abbandonate e la rinascita delle zona degradate, il recupero del vecchio sito della “Spero”, la strada del mare, il nuovo ospedale, il nuovo cimitero, l’asfalto delle strade, il nuovo mercato ortofrutticolo, la stazione marittima da destinare all’attività crocerista, il parcheggio dei pullman, o i parcheggi di zona, il rifacimento della rete idrica, fognaria e l’adeguamento del vecchio depuratore, la pulizia straordinaria e la disinfestazione della città, le bretelle di scorrimento in entrata e in uscita della città e tanti altri sogni necessari, indispensabili, rimasti nel cassetto.

La realizzazione della nuova caserma dell’Arma fu annunciata in pompa magna con il presidente della Regione Rosario Crocetta in prima fila che per ore ci propinava progetti e sciorinava i suoi sogni di gloria, il procuratore della Repubblica, il comandante generale dei carabinieri dell’epoca e una pletora di personaggi amanti dell’apparire in pubblico, per pavoneggiarsi, e non per formulare nuove idee e garantire gli impegni. E visto l’aria che tira, si pensa che qualcuno vuole forse costruirla a Catania. A parte le battute, l’attuale comando provinciale dei carabinieri di viale Tica non è più idoneo alle esigenze dei carabinieri. Stretto in un budello e insufficiente per la mole di lavoro che si sviluppa; da anni l’Arma denuncia l’inidoneità dell’attuale caserma. Fu l’allora comandante generale dei carabinieri, Tullio Del Sette, il 5 luglio del 2017 ha presentare il progetto della nuova caserma in cui allocare il comando provinciale dell’Arma nel sito dell’aeronautica militare in via Elorina, nel vecchio Idroscalo.

La presentazione del progetto è avvenuta in pompa magna alla presenza del presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, dell’allora procuratore della Repubblica, Francesco Paolo Giordano, dell’ex sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo, nella sede dell’Aeronautica militare (vecchio idroscalo), caserma De Filippis, di via Elorina, dove materialmente doveva essere realizzata la nuova struttura; finora solo proclami e annunci, ma i lavori non sono mai cominciati. E a ben sentire le notizi trapelate da Roma, il progetto sarebbe naufragato, e nello stile siracusano il silenzio è generale.

Già nel 2011 la realizzazione della nuova caserma dei carabinieri doveva nascere tra via Mazzanti e viale Santa Panagia. Terreno del Demanio nella disponibilità di un noto imprenditore edile che si è battuto, penando in lungo e in largo per realizzare in quell’appezzamento di terreno, già sede operativa dei militari dell’aeronautica militare, la nuova caserma dei carabinieri. In quell’occasione ci furono tante polemiche, ma anche tanti ammiccamenti tra la politica; incontri a Roma con uomini delle istituzioni e con generali dei carabinieri, funzionari e dirigenti, ma anche dalla presenza di una forte opposizione in Consiglio comunale che mandò in fumo il progetto.

I lavori dovevano cominciare nel marzo del 2018 per un finanziamento già esistente di tre milioni e 600mila euro, frutto dell’Accordo quadro fra Ministero della Difesa, Regione siciliana e Arma dei carabinieri (?). La consegna dell’opera era prevista nel 2020 e prevede (o forse è giusto dire prevedeva) la ristrutturazione di alcuni edifici esistenti nella base dell’aeronautica, la costruzione di altri e la riqualificazione di altri ancora. Si prevede, quindi, una convivenza tra Benemerita e Arma azzurra.

“Un investimento a lungo termine sulla legalità». Così il comandante generale dell’Arma dei carabinieri”. Così Tullio Del Sette, nel presentare la nuova sede del comando provinciale dei carabinieri. Grazie a tutti, in particolare modo al presidente della Regione, Rosario Crocetta, per il finanziamento – continuava De Sette. Abbiamo messo in atto un programma storico: oltre Siracusa ci sono pronti sei progetti in Sicilia per un importo complessivo di 14 milioni di euro. E interventi su tante piccole stazioni che sono la presenza dello Stato sul territorio. Abbiamo iniziato già con la Calabria a lavorare sulle piccole caserme, e ne abbiamo 6500 in tutto il territorio italiano”. In particolare si tratta della caserma Ferrara a Palermo, le sedi della Compagnia di Corleone e della stazione di Polizzi Generosa. Solo 7 milioni saranno destinati al Comando legione carabinieri Sicilia a Palermo.

La nuova caserma dei carabinieri in via Elorina sarà (forse mai) di 2800 metri quadri di estensione coperta tra uffici, camere e sei alloggi di servizio. Rispetto agli attuali 1700 circa. Una recinzione la dividerà dalla zona dell’aeronautica alla quale resterà lo sbocco a mare. L’ex presidente della Regione, Crocetta, in quell’occasione ha rilevato l’importanza d’investimenti come quello sulla caserma: “La giustizia è un momento fondamentale di sovranità del popolo italiano. La giustizia realizza la partecipazione democratica dei cittadini. E qui oggi – ha detto in quell’occasione Crocetta – presentiamo un presidio di legalità di Siracusa”. Questa è la cronaca degli annunci del Palazzo: ma i fatti? Forse la risposta del palazzo è: abbiate pazienza, ci stiamo attrezzando… .

“I grandi strumenti della «demagogia» periclea, furono l’uso disinvoltamente personale della cassa federale e la non meno disinvolta politica dei lavori pubblici” (Luciano Canfora) 

Concetto Alota

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