Nell’affidamento del servizio di elisoccorso di emergenza ci sono gravi opacità. È la conclusione a cui è arrivata la commissione regionale Antimafia, presieduta da Antonello Cracolici, che oggi ha approvato la relazione sul caso dopo una serie di approfondimenti e audizioni avviati nel luglio 2025. Sotto la lente della commissione sono finiti diversi punti critici, come il conferimento dell’incarico del responsabile unico del progetto (Rup) del servizio di elisoccorso a un funzionario della Regione già destinatario di altri incarichi per milioni di euro, il ricorso alla procedura negoziata senza pubblicazione del bando, la proroga del contratto allo stesso operatore economico, la qualificazione della stazione appaltante e, soprattutto, l’inefficacia del sistema di prevenzione della corruzione della Regione Siciliana, che non dispone – come si legge nella relazione – di “un sistema di alert che consenta iniziative immediate in particolari situazioni, sintomatiche di una mala gestio”. Rilievi evidenziati anche dall’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) che ha avviato una procedura di vigilanza sull’affidamento degli incarichi a soggetti esterni senza bando.
“La Centrale Unica di Committenza istituita per legge – ha detto il presidente Cracolici – non è mai stata messa in condizione di operare, determinando una perenne incertezza su chi fa cosa. Questo ha favorito processi di corruzione, come accade nel settore della sanità, oggetto di altra indagine”.
La relazione della commissione Antimafia, approvata oggi, è stata inviata all’Anac, alla Procura della Repubblica del tribunale di Palermo, alla Corte dei Conti, al presidente della Regione Siciliana, all’Assessore regionale per la Funzione pubblica e le autonomie locali, all’Assessore regionale per la Salute e all’Assessore regionale per l’Economia.
