I militari della guardia di finanza hanno eseguito l’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Catania, a carico di 28 persone, quindici delle quali sono scattate misure cautelari personali, ritenute responsabili, a vario titolo di traffico di stupefacenti, minaccia, detenzione abusiva di armi da fuoco, con l’aggravante della transnazionalità e dell’agevolazione mafiosa del clan etneo Cappello-Bonaccorsi e di quello siracusano Santa Panagia. Tra i siracusani coinvolti, il collaboratore di giustizia ed ex reggente del clan Santa Panagia e Borgata, Luca Costanzo, Johnny Pezzinga, Leandro Salemi e Francesco Fiorentino.
L’operazione, denominata «Abisso» e coordinata dalla Procura di Catania, si fonda sulle investigazioni delle unità specializzate del Nucleo di polizia economico-finanziaria e del Gruppo operativo antidroga del Gico.
Le indagini si sono avvalse di intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, di sistemi di videosorveglianza, acquisizione di dati e servizi di osservazione e riscontro.
Secondo l’accusa, il gruppo avrebbe agito con la consapevolezza di favorire l’associazione mafiosa Cappello-Bonaccorsi e avrebbe rifornito di droga il gruppo “Borgata” del clan Santa Panagia di Siracusa, utilizzando anche il carcere come base operativa per definire le modalità dell’attività illecita.
Nel corso delle attività sono stati eseguiti diversi sequestri di stupefacenti in più fasi, per un totale di circa 25 chilogrammi tra cocaina, hashish e marijuana, con l’arresto in flagranza di quattro persone.
Gli accertamenti hanno inoltre fatto emergere il coinvolgimento del sodalizio nel tentativo di recupero in mare, al largo delle coste catanesi, di un ingente carico di cocaina – circa due tonnellate – commissionato da esponenti di Locri e Siderno, interessati a rintracciarlo per il successivo trasporto in Calabria. La partita di droga, però, era già stata individuata e sequestrata in mare dalla Guardia di finanza di Catania.
