La visione sul futuro del turismo in Sicilia e nel Sud Italia si sposta dai grandi circuiti alle piccole realtà: i borghi.
È quanto emerge dalla riflessione di Michelangelo Giansiracusa, Sindaco di Ferla, Presidente del Libero Consorzio di Siracusa e Coordinatore della rete siciliana dei Borghi più Belli d’Italia. Basandosi su recenti report di piattaforme come Booking.com e Airbnb, Giansiracusa evidenzia un cambio di rotta significativo nel comportamento dei viaggiatori.
I dati indicano che un numero crescente di persone sceglie di viaggiare fuori stagione, optando per soggiorni più lunghi e cercando specificamente luoghi autentici, spesso lontani dalle mete più sature.
Giansiracusa interpreta questa tendenza come un “segnale sociale chiaro”:
«I viaggiatori non cercano più ‘cosa vedere’, ma dove sentirsi parte. Si parla del bisogno di autenticità, di relazioni vere, di spazi in cui riconoscersi.»
In questo scenario, i borghi sono visti come veri e propri laboratori di un nuovo modo di vivere e abitare i territori, anche solo in modo temporaneo. Sono luoghi in cui:
La relazione conta più del consumo.
L’esperienza conta più dell’ostentazione.
Il Sindaco sottolinea come questa trasformazione sia una sfida diretta per gli amministratori. Se da un lato il turismo necessita di infrastrutture, dall’altro richiede soprattutto comunità capaci di accogliere, ascoltare e rappresentarsi.
L’appello di Giansiracusa è quindi rivolto alle comunità locali: «Se il mondo torna nei borghi, dobbiamo accoglierlo con comunità vive, consapevoli e capaci di raccontarsi.»
