Il sindaco di Avola: “Giustizia è fatta”

“Dopo quasi due anni, giustizia è fatta. Avevo detto fin dall’inizio di aver lavorato solo per la mia città nel rispetto delle norme. Adesso, certo, resta l’amarezza per aver subito anni di gogna mediatica”. Queste le prime parole del sindaco di Avola, Luca Cannata, dopo la sentenza di non luogo a procedere nell’ambito dell’inchiesta Tutti a T’Avola. La città a febbraio si era svegliata già con una bella notizia: nessun commissariamento per infiltrazioni di mafia. E ieri sera il sindaco Cannata ha visto chiudersi un’altra pagina buia con il suo proscioglimento da ogni accusa: “sono stato indagato per un sms di buon natale e una telefonata al Genio civile per informazioni sulla realizzazione di un‘opera pubblica. Ho avuto fiducia nelle istituzioni e nella giustizia e il tempo mi ha dato ragione, ma non auguro a nessuno di subire quello che ho dovuto provare io in questi anni. Mi sono sentito accusato di una serie di reati e di un presunto commissariamento per mafia. Sono state gettate ombre sulla mia amministrazione quando invece ho governato esclusivamente per il bene di Avola. Ribadisco quanto dichiarato lo scorso febbraio: è stata dimostrata, ancora una volta, la massima trasparenza con cui ho sempre amministrato, affermando il principio basilare secondo cui la politica deve essere capace di dare risposte ai cittadini, rispettando le regole e le leggi, facendo sentire, ove occorra, le ragioni della correttezza del proprio operato per il bene comune”. A maggior ragione dopo essere stato controllato praticamente da tutte le forze dell’ordine e dalla magistratura “È la mia terza assoluzione da quando faccio il sindaco – sottolinea – Sono sicuramente tra i sindaci più controllati, sottoposto a ogni tipo di indagine nella storia della città. Magari do fastidio perché il mio consenso nasce dalla politica dei fatti e dunque da un voto di opinione diffuso e da un’immagine di persona competente e concreta che qualcuno ha cercato di infangare, ma ancora una volta è emersa l’onestà della mia azione amministrativa. La fede in Dio e i miei valori da scout mi hanno aiutato a seguire l’insegnamento di Maria che è guida di verità e vita”. In questi anni Avola è rinata e Cannata ringrazia quindi la sua famiglia, gli amici e tutti coloro che hanno creduto in lui e continuano a farlo per una politica sana e fattiva e augura agli imputati rinviati a giudizio di dimostrare la propria innocenza in ogni sede.

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