L’ex presidente consiglio Moena Scala: “2019 anno difficile”

E’ entrata nella storia della città come la prima donna a essere eletta presidente del consiglio comunale. Era il 3 settembre 2018 e in quella torrida giornata nell’aula Vittorini, altrettanto afosa per il guasto ai climatizzatori, il consigliere comunale del M5S raccoglieva 19 preferenze, superando di 8 voti il favorito Giovanni Boscarino. Da quella storia, però, ne è già uscita insieme con tutti gli altri consiglieri comunali la sera dell’8 novembre quando, in maniera maldestra, la maggioranza dei presenti nell’aula consiliare ha bocciato il conto consuntivo, determinando la decadenza dell’organo elettivo.

41 anni, avvocato esperto in diritto di famiglia, Moena Scala ha guidato per 14 mesi i lavori del consiglio comunale, scontrandosi con coloro che non la ritenevano all’altezza di tale compito. Ma si è sempre difesa, usando toni pacati e raccomandando che fossero anche i suoi colleghi dagli scranni a fare lo stesso.  Non sempre le raccomandazioni sono andate a buon fine e qualche destinatario di tali messaggi ha continuato a travalicare ogni confine, mettendola, qualche volta, sul piano personale.

Smessi giocoforza i panni del presidente del consiglio comunale, Scala si sta dedicando alla famiglia in attesa che la situazione si evolva e non solo sul piano politico, quanto su quello della giustizia amministrativa. La prospettiva, infatti, è legata a una possibile rinascita del consiglio comunale a seguito del verdetto del Tar che ha disposto che si rifacciano le elezioni amministrative in 9 sezioni del capoluogo. Così, tra il ruolo oggi preponderante di mamma, Moena Scala tiene le antenne drizzate su quello che potrà maturare al consiglio di giustizia amministrativa. Nell’attesa che maturino gli eventi, Scala si è lasciata andare a riflessioni, non mancando di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. A bocce ferme ha provato a riflettere a voce alta in modo da farsi sentire da Siracusa e dai siracusani a cui si rivolge. Già in premessa, ammette che il 2019 sia stato un anno complicato. “Si è chiuso un anno davvero difficile per la nostra città – afferma – che aspetta il 2020 con tante incognite verso il proprio futuro”. Scala parla di “Un 2019 carico di tensioni che spesso hanno annebbiato l’agire politico di molti interlocutori ci  lascia mestamente”.

A nulla sono valsi i suoi tentativi di ricondurre il dibattito in consiglio comunale a un livello di maggiore pacatezza e in diverse circostanze è stata lei stessa ad essere presa di mira. “Ho invocato – dice – il rispetto per la città più che per la mia persona, ho chiesto, nel mio ruolo istituzionale, più e più volte di lavorare per il bene comune abbandonando le logiche di partito che molto spesso hanno animato la vita cittadina di Siracusa tarpandone le ali ad una reale crescita.  L’ho fatto davvero senza alcuna presa di posizione politica guardando in faccia tutti indistintamente a prescindere dal loro colore politico. Ho guardato i cittadini siracusani e tra questi quei cittadini che hanno avuto l’onore di rappresentarli in consiglio comunale. Loro, come me, sono cittadini tra i cittadini anche se spesso alcuni lo dimenticano. Ho tentato con tutte le mie forze di attuare questo cambio di rotta soprattutto culturale e l’ho fatto con l’umiltà di chi chiedeva rispetto per la città e i cittadini che rappresentava chiedendo, purtroppo invano, toni ed azioni più pacate”.

Non ha mai nascosto di esserci rimasta male quando dall’interno del movimento l’hanno accusata, insieme con i consiglieri comunali pentastellati Ficara e Burgio di avere prestato il fianco al sindaco Italia e all’amministrazione comunale in occasione del voto per il rinnovo della concessione dei loculi al cimitero. “Noi tre avremmo fatto mancare “scientemente” il numero legale – disse in quella circostanza Scala per difendersi da quegli attacchi – accusa è infondata e ridicola, una diffamazione rispetto alla quale ci riserviamo di adire le vie legali, ancor più grave perché viene da esponenti del M5S che buttano così fango su consiglieri del M5S, raccontando una totale menzogna. Anche qui chiediamo prove: come e quando e quante volte si sarebbe scientemente agito così?”.

Per Moena Scala “questa città paga lo scotto di decenni d’immobilismo, vissuti nella consapevolezza del favore al cittadino, del diritto spesso negato per ciò che gli è dovuto e, su tutto,  della terribile malattia che ha da sempre colpito i siracusani ovvero quella del dire, del criticare, dell’accusare e del mai fare”.

L’ex presidente del consiglio comunale si è rammaricata del fatto che per due volte siano state rubate le stelle di Natale ed elogia l’intervento di Matteo Melfi e Roberto Incremona, i due cittadini siracusani che hanno contribuito a ripristinare le piantine di Natale rubate dalle aiuole e dalle rotatorie della città, per “augurare di risvegliarsi domani con lo stesso spirito che ha armato il loro agire, cittadini modello che hanno conquistato tutta la mia stima e che hanno messo in testa ai loro valori quella cultura del fare che tanto manca a questa città”.

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