Noto, dalla Capitale del Barocco non si è fermata l’onda degli Alfombristas di CulturArte

Un anno è già passato da quel momento in cui ci si rese conto che il virus si stava impadronendo delle nostre vite, e che nessun angolo del mondo ne sarebbe stato escluso; che seguire i dettami si doveva, ma che, nel contempo, si poteva reimmaginare il quotidiano, il lavoro, le relazioni umane, le passioni. Ci siamo chiesti anche che tipo di contraccolpo questa situazione mondiale avrebbe avuto nelle singole comunità; nelle attività considerate “normali” solo fino a pochi giorni prima. Come lo stare inginocchiati, fianco a fianco, a creare tappeti colorati a trasformare petali di fiori, sabbie e sali colorati, coriandoli, frutta ed ortaggi in opere d’arte; ma soprattutto a perpetuare la tradizione ed il senso di collaborazione e comunità rappresentato dal grande mondo dell’Alfombrismo. Noto, che ospita una delle Infiorate (tra le espressioni più diffuse al mondo dei tappeti d’arte effimera) più importanti d’Italia, è anche la città di Valentina Mammana, Vice Segretaria e referente per l’Italia della Coordinadora Internacional de Entidades de Alfombristas de Arte Efimero, Presidente della Commissione Progetti della stessa associazione internazionale e Presidente dell’Associazione CulturArte. Che 2020 è stato per il mondo dell’arte declinata dall’Alfombrismo? E che 2021 dobbiamo aspettarci? “Il culmine sarebbero state le Olimpiadi di Tokyo – ci dice non senza un pizzico di malinconia-. Ma alla fine abbiamo ideato e vissuto una decina di eventi, sia virtuali ma comunque concreti, sia in presenza approfittando della bella stagione, del calo di restrizioni e sempre con i dovuti riguardi alle norme anti covid”. Inventiva, spirito di adattamento, voglia di condividere e di spezzare quell’insostenibile pessimismo che ci stava trascinando verso l’ineluttabilità delle conseguenze pandemiche. “Non ci siamo arresi, ci siamo incontrati in lunghe ed articolate videoconferenze da ogni parte del mondo, con la voglia di creare, di metterci in gioco e donare nuova linfa al messaggio più profondo dell’arte alfombrista”. Così proprio dal momento del lockdown nasce il progetto “Io resto casa” e come il gioco dei puntini ecco che i singoli artisti, da tutti i Continenti, realizzano, con materiale facilmente reperibile tra le mura delle proprie abitazioni, un tappeto che ne formerà poi uno più grande (nella foto) sul tema “Distanti, uniti nel cuore”. “Momento di solidarietà in cui abbiamo sviluppato un vero e proprio progetto pionieristico nella sua forma e nel suo messaggio, senza precedenti e innovativo nel campo dei tappeti di arte effimera – entra nel dettaglio Valentina Mammana-. Ideato dalla Commissione Progetti di questa Coordinatora, protagonisti cento Alfombristas per dimostrare e condividere con la loro arte, gli obiettivi di solidarietà della stessa.  Un’iniziativa dedicata alle famiglie che hanno perso una persona cara, a tutti i lavoratori che si sono presi cura di noi, ai malati, agli anziani, e naturalmente a tutti gli Alfombristas e ai sostenitori della nostra arte. I tappeti hanno voluto esprimere vicinanza e mandare un abbraccio fraterno al mondo”. Questa prima attività ha dato poi modo di approfondire in occasione di quello che sarebbe dovuto essere il Congresso Mondiale in Giappone ma che ha visto un incontro esclusivamente virtuale tra le delegazioni e un primissimo approccio tra i componenti delle stesse per realizzare un bozzetto e un video messaggio alla sede deputata “Sognando Tokyo”. Un’esperienza particolare, sicuramente, ma che ha confermato quel grande mondo di valori che è racchiuso nell’arte effimera dei tappeti, arte che unisce, che dialoga con le comunità, che ne interpreta storie e tradizioni. “La nostra attività nella città ha visto poi, grazie ad un allentamento delle restrizioni, la messa in posa di un tappeto di sale colorato in giugno, in onore, e per la prima volta a Noto, della Festa del Corpus Domini a San Corrado di Fuori. Poi è stato un crescendo grazie al Primo Festival delle Arti Effimere che ci ha visti protagonisti oltre, ovviamente nella nostra Noto in luglio, ad Acireale in agosto e a Portopalo in settembre”. Impegnativo tour attraverso le peculiarità di tre città e di tre differenti Associazioni, con caratteristiche artistiche distinte ma sempre accomunate dallo spirito Alfombrista. “In estate è sembrato che potessimo tornare alla normalità; eravamo proprio felici, anche se con le restrizioni del caso, di poter tornare a fare ciò che più amiamo. L’arte, come espressione culturale ma anche come veicolo di promozione turistica, è sicuramente tra i settori più penalizzati; è espressione dell’anima che, di certo, non poteva trovare terreno fertile in una situazione di blocco assoluto. Personalmente come artista, ho creato pochissimo, e così mi sono concentrata sui benefici che essa può e deve donare agli altri. Ho sviluppato insieme ai miei colleghi e amici idee e progetti per l’Associazione, sia quella internazionale che CulturArte e vedere che ciò potesse dare spensieratezza anche solo per un paio d’ore o qualche giorno mi ha reso soddisfatta”. Non è saltato il consueto appuntamento con la Octava Noche messicana, giunta alla 5° edizione, anche in questo caso virtuale, ma che ha permesso un approfondimento storico religioso e l’omaggio di ogni associazione appartenente alla Coordinadora “Alfombristas del mundo unidos en la tradicional Octava de San Miguel Arcangel”, qui ancora una volta il supporto dell’Associazione Oqdany di Noto è stata fondamentale per far conoscere al mondo, grazie al nostro tappeto, uno scorcio degli interni della Basilica del SS. Salvatore. “Per ultimo dopo aver lanciato, come Commissione progetti, un workshop artistico sugli aspetti digitali e comunicativi, ritenuti necessari non solo in periodo di pandemia ma in generale per una proficua testimonianza di eventi e iniziative, abbiamo partecipato al Concorso internazionale di fotografia lanciato dalla Federació Catalana de Entitats Catifaires “Luz en Navidad” (Luce a Natale). Dedicato a Josep Castillo, indimenticabile membro della Coordinadora Internacional de Entidades de Alfombristas de Arte Efimero, il concorso ha visto la vittoria indiscussa dell’Italia con il primo posto a Camaiore, il secondo a Montefiore e terza proprio la mia Noto con la foto di Carmen Tordonato”. Chiuso il 2020 e con inverno e restrizioni ancora in atto, nulla si può prevedere per il prosieguo del 2021, ma Valentina Mammana è ottimista. “Sono orgogliosa di quanto raggiunto ma adesso vogliamo tutti voltare pagina, vogliamo tornare nelle splendide piazze, nelle vie delle città di tutto il mondo, tornare a creare i nostri tappeti, che siano fiori, frutta, sabbia, coriandoli o sale, sono il nostro linguaggio, l’espressione artistica dell’essenza alfombrista, che ha incantato, incanta e incanterà tutti, come sempre”.

Emanuela Volcan

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