Operazione Bugs Bunny: patteggiano 3 spacciatori

Hanno patteggiato la pena 3 imputati coinvolti nell’ operazione antidroga portata a termine dai carabinieri nel mese di ottobre dello scorso anno e denominata “Bug Bunny”. Il gup del tribunale, con il consenso del pm Gaetano Bono, ha applicato la condanna a 4 anni e mezzo di reclusione a carico di Salvatore Cannata, 4 anni e 3 mesi per Giuseppe Conte e 4 anni e 20 giorni per il padre, Pietro Conte, tutti difesi dall’avvocato Junio Celesti.

L’indagine è stata portata a termine alla fine di ottobre dai carabinieri nel territorio di Rosolini, che hanno scoperto che la droga veniva nascosta nelle buche del terreno di loro pertinenza con 13 cani di guardia. Nell’operazione erano state coinvolte altre due persone. Secondo gli inquirenti Cannata si sarebbe avvalso della collaborazione dei congiunti per spacciare nelle proprie abitazioni cocaina con una purezza variabile tra il 50 e l’80%. La droga veniva spacciata prevalentemente in un’abitazione di contrada Perpetua a Rosolini dove i carabinieri hanno documentato un via vai di tossicodipendenti provenienti da ogni parte della provincia ma anche dalla vicina Ragusa ad ogni ora del giorno e della notte. La droga veniva nascosta all’interno di capsule in plastica che anziché contenere giochi per bambini dissimulavano dosi di stupefacenti.

Per eludere i controlli delle forze dell’ordine, utilizzavano nei terreni dove celavano la droga 13 cani che, all’atto degli arresti, sono stati rinvenuti in pessime condizioni igienico-sanitarie e con evidenti segni di malnutrizione. Gli animali, soccorsi da un medico veterinario, sono stati tutti collocati in idonee strutture della provincia di Ragusa.

Intanto, sempre in tema di operazioni antidroga, hanno fatto scena muta gli 8 indagati coinvolti nell’operazione antidroga, denominata “Posto fisso”, portata a termine dai carabinieri di Ortigia. Francesco Gallitto di 64 anni, Andrea Aliano di 38, Michele Amenta di 32, Salvatore Grande di 32, Federico Diana di 28, Alessio Iacono di 24 e Mirko Lo Manto di 20, difesi dagli avvocati Junio Celesti, Antonio Giuliano e Giorgio D’Angelo hanno preferito avvalersi della facoltà di non rispondere alle domande del gip del tribunale, Andrea Migneco, che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare. I legali difensori stanno verificando la possibilità di fare ricorso al tribunale del riesame per l’annullamento dell’ordinanza. Secondo quanto ricostruito dal procuratore aggiunto Fabio Scavone e dai pm Andrea Palmieri e Carlo Enea Parodi, gli otto avrebbero dato vita a una sorta di turnazione per coprire la maggior parte delle ore di una giornata comprese quelle notturne, per assicurare la fornitura di cocaina, hashish e marijuana alla piazza di spaccio della Giudecca.

Francesco Nania

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