IREN GENOVA QUINTO – C.C. ORTIGIA 1928 13-11 (4-2, 3-2, 3-4, 3-3)
Iren Genova Quinto: Nishimura, J. Gambacciani, Gogov 3, Villa, N. Gambacciani 4, Gandolfo, Puccio 1, Nora (Cap) 3, Figari 2, Massa, Aicardi, Pistaffa, Noli, Veklyuk, Miraldi. Allenatore: Luca Bittarello
C.C. Ortigia 1928: Ruggiero, G. Rossi, Torrisi 4, Baksa 1, Di Luciano (Cap) 1, Giribaldi, Tringali Capuano, Carnesecchi 3, Radic, S. Rossi, Aranyi 1, Tankosic 1, Valenza, Trimarchi, Scordo. Allenatore: Stefano Piccardo
Arbitri: Arnaldo Petronilli (Roma) e Fabio Ricciotti (Roma)
Superiorità numeriche: QUI: 2/7 + 2 rig; ORT: 8/16 + 1 rig.
Espulsioni definitive: Tankosic (O) e Pistaffa (Q) nel 3° tempo, Veklyuk (Q) e Figari (Q) nel 4°, tutti per limite di falli
31 gennaio 2026 – L’Ortigia inizia il suo 2026 con una sconfitta sul difficile campo del Quinto, ma questa volta i rimpianti sono molti, perché il gruppo di Piccardo è rimasto sempre in partita, giocandosela alla pari fino alla fine e mettendo a referto anche delle buone percentuali nei due fondamentali. I biancoverdi perdono con due soli gol di scarto e possono recriminare per alcune occasioni nelle quali, con un po’ di frenesia in meno, avrebbero potuto dare una direzione diversa al match. Un match giocato a viso aperto e con una buona intensità dalle due squadre, e soprattutto equilibrato, ben diverso da quello del girone di andata. Il primo parziale è un continuo botta e risposta, con i genovesi che sbloccano il risultato e vengono subito raggiunti dal gran gol del neoacquisto Tankosic. I padroni di casa riescono ad allungare sul doppio vantaggio in due occasioni, ma nel secondo parziale l’Ortigia si rifà sotto per poi sprecare più volte il gol del pareggio. L’ultimo errore in attacco, costa caro, perché favorisce la ripartenza e il +2 dei liguri, che poco dopo allungano ulteriormente andando sul 7-4. Nella seconda parte del match, i biancoverdi continuano a spingere, sfruttando soprattutto l’asse Carnesecchi-Torrisi, e riportano al minimo la distanza dai padroni di casa. Due ingenuità individuali in difesa, ben sfruttate da Nora, restituiscono però al Quinto il massimo vantaggio (+3). L’Ortigia è ancora viva e, con i gol di Torrisi, resta in partita, fino a quando non c’è più tempo per recuperare. I biancoverdi masticano amaro per questa sconfitta, ma i segnali sono incoraggianti.
Nel dopo partita, Stefano Piccardo analizza la sconfitta: “Direi che, nei primi due tempi, abbiamo sofferto un po’, prendendo un gol, quello del 7-4, nel finale della seconda frazione, che ci ha tagliato le gambe e che avremmo dovuto evitare. Poi, nel complesso, abbiamo regalato quattro gol per via di conclusioni forzate, quando invece avremmo dovuto aspettare e giocare con calma. Erano tutte occasioni, peraltro, che ci avrebbero permesso di pareggiare e rientrare dentro il match. Detto questo, però, la squadra è viva e ha giocato. Chiaramente adesso ci sono un po’ di delusione e rabbia, ed è normale quando vai vicino a far risultato, soprattutto in una stagione nella quale spesso abbiamo fatto delle buone prestazioni e ci sono mancati solo i dettagli. Oggi, se avessimo commesso quattro errori in meno, avremmo fatto la gara che avevamo preparato”.
Il tecnico biancoverde spiega quali sono le cose che hanno funzionato e quelle che invece sono costate la sconfitta: “Abbiamo giocato bene la fase offensiva, fatto una buona percentuale a uomo in più, così come anche a uomo in meno. Forse non abbiamo giocato al meglio solo le ultime due superiorità, ma eravamo stanchi e ci può stare. Il mio rammarico più grande è quello di non aver gestito bene le situazioni in attacco, che poi, come all’andata, abbiamo pagato. Nella gara di andata era successo subito, oggi invece è successo in due o tre momenti importanti, che ci hanno buttato giù. Siamo andati più volte a meno uno e poi, per errori nostri, ci siamo trovati a meno due o perfino a meno tre. Sono errori importanti che, alla fine, costano caro”.
“Comunque – conclude Piccardo – abbiamo perso contro una buona squadra e per poco non siamo riusciti a portarla quantomeno al pareggio. Il Quinto, all’andata, ci aveva dato dieci gol di scarto. Quindi, dobbiamo anche guardare la nostra crescita, che c’è stata, e pensare che queste partite ci servono per fortificarci, in vista dei play-out dai quali dovremo passare. La squadra adesso ha dimostrato di esserci, di avere una sua impostazione. Bisogna cercare di guardare anche il bicchiere mezzo pieno”.
