Roma – Lo scudo penale per i medici divide e fa discutere. La riforma approvata dal Governo, che limita la perseguibilità del personale sanitario ai soli casi di colpa grave qualora siano state rispettate le linee guida o le buone pratiche cliniche, incontra la netta opposizione dell’associazione Codici, impegnata da anni nella difesa dei pazienti e nella lotta contro la malasanità.
Secondo l’associazione, la misura rappresenta un passo indietro nei diritti dei cittadini e rischia di creare un forte squilibrio tra operatori sanitari e pazienti. “Proteggere in via preventiva una categoria a discapito dei cittadini non ci sembra una conquista – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –. La riforma crea un netto divario, mettendo al riparo i professionisti da ogni errore, senza però risolvere i veri problemi della sanità italiana”.
Denunce in aumento
Codici sottolinea come le denunce per malasanità siano in crescita, con casi sempre più frequenti di morti sospette, ritardi nei soccorsi e cure inappropriate. Tra gli esempi citati vi sono ambulanze che arrivano con ritardo sul luogo dell’intervento o prive di un medico a bordo. “Non è accanimento giudiziario – spiega Giacomelli – ma la naturale reazione dei cittadini a una sanità che mostra limiti innegabili”.
Le criticità reali
Per l’associazione, il vero nodo non è la responsabilità penale dei medici, ma la cronica carenza di personale, la carenza di strumentazioni adeguate e l’organizzazione spesso inadeguata dei reparti, in particolare dei Pronto soccorso. “È su questi fronti che bisognerebbe intervenire – insiste Codici – sia per tutelare davvero gli operatori sanitari, sia per garantire ai pazienti cure efficaci”.
La campagna “Indigniamoci!”
Da anni Codici porta avanti la campagna “Indigniamoci!”, che attraverso gli Sportelli territoriali raccoglie le segnalazioni dei pazienti e offre assistenza legale a chi denuncia irregolarità in cure, interventi o diagnosi. L’associazione invita i cittadini a segnalare i casi sospetti chiamando il numero 065571996, inviando un messaggio WhatsApp al 3757793480 o scrivendo a segreteria.sportello@codici.org.
“Con lo scudo penale – conclude Giacomelli – si proteggono i medici, ma si abbandonano i cittadini. È una scelta che rischia di aggravare la sfiducia verso il sistema sanitario, invece di rafforzarlo”
