Ancora si continuano a registrare cedimenti sul fronte della frana di Niscemi e uno di questi ha fatto precipitare l’auto che ne era diventata uno dei simboli per essere stata fotografata e ripresa più volte mentre era in bilico.
E’ una Ford Fiesta diesel del 2002 che era sospesa dall’inizio della crisi sul burrone ed era stata al centro di una contesa ‘burocratica’: “Sono andato all’assicurazione per sospendere la polizza che scade ad agosto – aveva rivelato il figlio del proprietario – mi hanno chiesto i documenti. Ma come faccio a recuperarli? Vediamo se posso fare qualcosa…”.
L’episodio è ricordato dalla senatrice di Iv Dafne Musolino che parla di “burocrazia irredimibile”. Intanto l’auto era diventata un simbolo della frana di Niscemi, come la Croce del rione Sante Croci e la biblioteca privata Angelo Marsiano, che ospita oltre 4mila libri di storia siciliana. Per quest’ultima preziosa collezione si sono mosse voci della cultura per evitarne la perdita, ma il sindaco, Massimiliano Conti, ha spiegato che l’operazione “è pericolosissima” perché i volumi sono “in uno scantinato della biblioteca che è in bilico sul ciglio della frana”. “Quando l’emergenza cesserà – ha aggiunto – se sarà possibile recuperare qualcosa, di comune accordo con vigili del fuoco e protezione civile, lo faremo”. Sulla zona rossa intanto viene potenziata la vigilanza con l’arrivo di 20 militari dell’esercito. Al Comune, al momento, non sono pervenute richieste di recupero di beni da parte di aziende presenti nell’area, mentre proseguono le attività di assistenza alla popolazione per il recupero degli effetti personali. Dal giorno della frana i vigili del fuoco hanno effettuato oltre 700 interventi di accompagnamento nelle abitazioni evacuate. Restano ancora ‘off limits’ gli immobili che si trovano nei primi cinquanta metri dal fronte frana per l’estrema pericolosità dell’area.
Sulla sicurezza a Niscemi e sulle eventuali responsabilità penali indaga la procura di Gela e ieri il capo dell’ufficio, Salvatore Vella, ha ribadito che “non guarderà in faccia nessuno” e che “l’inchiesta aperta è al momento senza indagati, ma escludo che il fascicolo rimarrà a carico di ignoti”. Per gli agricoltori di Niscemi però l’inchiesta non è, al momento, una loro priorità: “per noi l’emergenza è l’isolamento”, ha segnalato Gaetano Gentile, presidente dell’associazione Santa Maria, che raggruppa circa settecento produttori agricoli, perché con le strade chiuse è sempre più difficile raggiungere aree rurali e i terreni. “L’agricoltura è un settore fondamentale per la città di Niscemi – ha sottolineato Gentile – in questo comparto lavorano migliaia di persone. L’agricoltura non si può fermare”. Per fare fronte all’emergenza abitativa a Niscemi il presidente della Regione, Renato Schifani, in qualità anche di commissario straordinario per l’emergenza nazionale, ha scritto al sindaco perché venga effettuata una ricognizione degli appartamenti vuoti o sfitti che possono essere assegnati a chi ha la casa nella zona rossa. Avviata anche una verifica degli alloggi Iacp. Intanto si muove la solidarietà: una casa a Gela è stata data gratuitamente a una famiglia di Niscemi che abitava nella zona rossa. L’hanno messa a disposizione Santi Ventura e la sua compagna Egle Scalia. Ci abiteranno un’insegnante, la figlia e la nonna. “L’abitazione era libera – spiega Ventura – e spero che chi ha case a disposizione faccia lo stesso senza pensare agli affitti”.
