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Siracusa Rialzati attacca Comune e Camelot: “Minimizzare i disservizi è inaccettabile, si garantisca il diritto al voto”

“Il problema è molto più vasto dell’1% dichiarato.” È dura la replica del Comitato Siracusa Rialzati al comunicato congiunto diffuso dal Comune di Siracusa e dalla piattaforma Camelot, gestore delle votazioni online per i progetti di Democrazia Partecipata.

Il Comitato, che riunisce associazioni, partiti e movimenti cittadini, contesta con forza la versione ufficiale che riduce i malfunzionamenti a un dato “fisiologico”, pari a circa l’1% dei votanti. “Quella percentuale – spiegano da Siracusa Rialzati – si riferisce solo alle persone che hanno contattato il servizio di assistenza tecnica, non a tutti coloro che hanno riscontrato problemi nel processo di voto. Decine di cittadini, scoraggiati dai disservizi, hanno semplicemente rinunciato a partecipare.”

Un atteggiamento che, secondo il Comitato, mina la fiducia dei siracusani e compromette lo spirito stesso della partecipazione civica. “Minimizzare questi problemi è un atto di superficialità – sottolineano – che rischia di trasformare un importante strumento di democrazia in una farsa. Il diritto di voto non può essere ridotto a una statistica da call center.”

Siracusa Rialzati chiede all’amministrazione comunale di prendere atto della reale portata dei disservizi, di non limitarsi alle rassicurazioni del gestore privato e di intervenire immediatamente. In particolare, il Comitato sollecita:

  • Interventi risolutivi e immediati per garantire a tutti i cittadini la possibilità di votare senza ostacoli tecnici.

  • Una verifica trasparente sull’entità dei problemi riscontrati e sulle azioni intraprese per risolverli, al fine di ricostruire la fiducia dei cittadini scoraggiati.

“La democrazia partecipata – conclude la nota – è un valore fondamentale che va difeso con serietà e rigore. Nessun cittadino deve essere privato del diritto di esprimere la propria voce.”

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