pizzo

Sicilia – Dal carcere chiedono pizzo a ditta presidente Confindustria Sicilia

Sicilia – Dal carcere chiedono pizzo a ditta presidente Confindustria Sicilia

Una richiesta di pizzo, ben 250 mila euro per "una messa a posto": una minaccia fatta in videochiamata dai due estorsori al capo cantiere ,tramite uno smartphone consegnato da un ragazzo minorenne, giunto in scooter. Solo dopo si scoprirà che uno di criminali era collegato dal carcere di Palermo e l'altro dal penitenziario di Agrigento. È l'estorsione subita dai dipendenti della Cosedil, ditta che fa capo ad Gaetano Vecchio, presidente di Confindustria Sicilia. Teatro dell'episodio il cantiere del risanamento di Fondo Fucile, in via Socrate a Messina, finanziato con risorse del Pnrr. A sventare il tentativo di estorsione, come ha…
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Mafia, vent’anni fa la nascita di Addiopizzo

Mafia, vent’anni fa la nascita di Addiopizzo

"Questa notte siamo tornati per le strade di Palermo per rinnovare una tradizione che ci accompagna da due decadi e rilanciare un nuovo messaggio". Lo dicono in una nota pubblicata sui loro canali social i ragazzi di Addiopizzo, l'associazione che vent'anni fa lanciò una campagna contro il racket delle estorsioni affiggendo in città manifesti con la scritta "Un popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità" e avviando una serie di iniziative per assistere imprenditori e commercianti che decidevano di denunciare le richieste di pizzo. "Nel corso di questi venti anni - si legge nella nota - sono…
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