Con il decreto del dirigente generale n. 1813 del 27 novembre, l’assessorato regionale ai rifiuti ha ripartito 25 milioni di euro ai comuni siciliani come contributo per gli extra costi derivanti dal conferimento dell’indifferenziato assegnando circa 2.1 milioni di euro al Comune di Siracusa per i costi che ha sostenuto per il trasporto e conferimento nell’impianto Sicula Trasporti di Catania, nel periodo compreso tra gennaio e dicembre 2024. Sempre a fine novembre, l’assessorato regionale ai rifiuti ha ripartito 20 milioni ai comuni siciliani che hanno raggiunto nel 2024 una percentuale non inferiore al 60%. Solamente sei comuni (tra cui quello di Siracusa) su 21 della provincia non sono riusciti ad accedere a questo contributo di premialità per la loro bassa percentuale di raccolta differenziata.
“Una mancata premialità e un contributo alto – dice Salvo La Delfa, coportavoce di EuropaVerde – indice della situazione critica in cui il nostro comune viene a trovarsi. Secondo i dati riportati dall’Assessorato, nel 2024 il Comune di Siracusa ha conferito in discarica 28.838 tonnellate di indifferenziato. Il costo medio per tonnellata è di circa 380 euro che portano a quasi 11 milioni il costo che il Comune ha liquidato per il solo trasporto e conferimento dell’indifferenziato. Questa somma, aggiunta ai 17,6 milioni dell’appalto, porta il costo complessivo del servizio di igiene pubblica a più di 29 milioni di euro annui. Una somma enorme che ricade interamente sulle tasche dei siracusani onesti che pagano la Tari. Grazie al contributo regionale, per il 2024 il costo è stato sgravato di 2,1 milioni di euro.Se si vuole risparmiare l’unica possibilità è migliorare il servizio, ridurre la produzione pro-capite annua di rifiuti (520 Kg) e, soprattutto, aumentare la raccolta differenziata. Nel 2024 la percentuale per il Comune di Siracusa si è attestata al 51%, in stallo ormai da più anni a questo valore. Se per esempio raggiungessimo il 65%, di raccolta differenziata, come previsto dalla normativa e come tantissimi comuni con un numero di abitanti simile a Siracusa sono riusciti a fare, ridurremmo di 8600 tonnellate la quantità di indifferenziato e di 3.3 milioni il costo di trasporto e conferimento, guadagnando anche con le premialità del sistema dei consorzi. Un obiettivo minimo, quello del 65%, che sarebbe alla portata del nostro Comune se solo si avviasse una seria e impegnata gestione dei rifiuti. Il mancato raggiungimento di questa percentuale non fa altro che certificare il fallimento nella gestione dei rifiuti su cui questa Amministrazione comunale è chiamata a rispondere. Infatti, analizzando i dati degli anni precedenti, la nostra Città è riuscita a passare in soli cinque anni dall’8,05% del 2017 al 49,77% del 2021. Qualcosa, però, non ha funzionato in questi ultimi quattro anni, la percentuale di raccolta differenziata si è mantenuta sempre intorno al valore del 50% (50,42% nel 2022, 50,32% nel 2023, 51% nel 2024 e 53% a luglio 2025). E’ mancata una regia, un indirizzo politico, una gestione di tutto il processo, con Dec, assessori e Rup che si sono avvicendati. E’ mancato, per il commissariamento, nei primi tre anni e mezzo un consiglio comunale che nelle sue funzioni potesse svolgere il suo ruolo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo; è mancata la tariffazione puntuale, è mancata una opinione pubblica, una informazione attenta, che potesse essere da sprono per l’Amministrazione comunale che negli ultimi tre anni ha dissipato tutto ciò che di buono era stato fatto negli anni precedenti, tradendo le aspettative di tanti siracusani che si aspettavano una maggiore e importante attenzione sulla gestione della differenziata. Il contributo dell’Assessorato regionale per gli extra costi è una tantum, è stato possibile grazie ai fondi Pnrr. È un contributo che allevia ma non risolve i problemi della nostra gestione dei rifiuti. L’unica soluzione è quella di un impegno concreto da parte dell’Amministrazione comunale che, dati alla mano, è venuto a mancare in questi ultimi anni e continua ad essere ancora latitante”.
