A pochi giorni dalla nomina, il Presidente del comitato di sorveglianza di Aretusa Acque conferma che ruolo e funzione di questa carica sarà straripante. Sopprimere il depuratore di Siracusa, a vantaggio di quello di Melilli e Priolo, non rientra tra le sue competenze ed è bene per tutti che rientri immediatamente entro i limiti del proprio mandato, per non uccidere sul nascere il delicato equilibrio fra gli attori in campo, arcuando la carica a personalismi.
Per quanto l’attuale assetto degli scarichi nel Porto di Siracusa vada approfondito, la sua proposta rivela peraltro un approccio semplicistico e tutto da verificare. Anzitutto, per amore di chiarezza, va detto che i reflui della zona nord di Siracusa, erano da tempo collettati nell’impianto IAS ed è stata scelta dell’attuale gestore, visti gli alti costi di gestione imposti da IAS e la complessità di gestione, avallata dall’attuale amministrazione Italia, di riportarli al depuratore di Siracusa.
Sarebbe sufficiente, nell’immediato, ripristinare il precedente regime per migliorare la situazione e porre rimedio ad una scelta errata. Per quantambinteo riguarda il seguito, è il Piano d’ambito che stabilisce, sulla base di una valutazione costi benefici, anche ambientali, come trattare i reflui ed implementare l’assetto impiantistico.
È quella la sede competente a stabilire se il depuratore di Siracusa ed a quanto parrebbe nella mente del Presidente di Aretusa Acque, anche quello di Augusta (non ancora nato), debba essere soppresso per salvare IAS, dall’incerto futuro. Senza contare che detto depuratore è di proprietà della Regione Siciliana e tratta reflui industriali, necessità quindi di bonifiche (rimozione dei fanghi) ed ammodernamenti per ridurne l’impatto ambientale costosissimi. Chi si occuperebbe di tutto ciò, caricandosene i costi? e soprattutto a quale prezzo per i cittadini?
Il Presidente di Aretusa Acque lo sa perfettamente, avendo nel passato ricoperto analoga carica proprio nell’ASI, e all’IAS oggi sotto sequestro della magistratura, a giudizio della quale, l’improvvida gestione, avrebbe causato problemi ambientali della rada di Priolo ed Augusta. Non entriamo nel merito della fattibilità ma ogni cosa deve essere valutata dagli organi competenti ed in tal senso non lo è dunque staremo vigili su ogni cosa.
Tra l’altro la tematica sarà oggetto di discussione prossimamente in Consiglio Comunale in seduta aperta chiesta dal gruppo consigliare di Fratelli D’Italia
