Natale in lockdown (e con il Covid). Ecco il film triste prospettato dagli esperti

“L’ipotesi di un lockdown generalizzato non è ancora scongiurata“. Lo ha detto Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute e docente di Igiene all’università, secondo il quale Cattolica.  “Il lockdown non è scongiurato perché dobbiamo valutare gli effetti”, ha spiegato Ricciardi. “Quello che sta succedendo è che in alcune regioni la situazione sta peggiorando, in altre è stabile. Quindi dobbiamo invertire: nelle regioni che stanno peggiorando dobbiamo arrestare il peggioramento – ha sottolineato l’esperto – nelle regioni che sono stabili dobbiamo invertire la curva e farla diminuire. Soltanto quando saremo certi che questo avviene, allora potremo trarne delle conclusioni”.

Ricciardi ha assicurato che “tutti stiamo cercando di evitare il lockdown nazionale e di elaborare misure proporzionate alla circolazione del virus” ma ha avvertito che quello che ci aspetta è “un Natale di estrema prudenza, con la circolazione del virus purtroppo ancora intensa, per cui non saranno possibili cenoni e assembramenti. Sarà un Natale con i propri cari, sapendo che hanno adottato a loro volta dei comportamenti saggi, perché se questo non succede nel momento in cui entra in casa una persona che ha il Covid lo trasmette a tutti”.

Le Regioni rallentano la risposta

Ricciardi ha assicurato che si sta “lavorando al piano per la distribuzione del vaccino anti Covid”. “C’è una squadra coordinata dal professor Rezza che sta studiando il piano più adeguato alla nostra realtà” ha detto a Sky Tg24 “siamo perfettamente in tempo”, anche se “svantaggiati nella rapidità decisionale“. “Alcuni Paesi hanno dei piani nazionali perché la responsabilità è nazionale – ha spiegato – noi abbiamo le Regioni e dobbiamo fare un piano che contempli questa frammentazione”.

Quanto alla leggera flessione registrata nell’indice di positività, Ricciardi ha avventito che “per essere certi dobbiamo aspettare, perché le misure che sono state introdotte una settimana fa e quelle che sono state rafforzate pochi giorni fa, per dare degli effetti stabili bisogna valutarle dopo due settimane“. “Speriamo che stiamo andando nelle giusta direzione con le misure prese – ha osservato – speriamo di vedere presto i risultati”.

Lo spettro della terza ondata

Di una terza ondata parla Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani di Roma. “Prima di tutto dobbiamo ancora capire se si sta raffreddando la seconda ondata. Ma a gennaio dovremo comunque fare attenzione alla terza” è il messaggio che manda in un’intervista al Messaggero. Ippolito invita perciò ad essere “prudenti” perché “proprio all’inizio dell’anno prossimo potremo iniziare a controllare la pandemia“.

Fino ad allora però uno dei grandi pericoli da cui guardarsi e che bisogna controllare “è il panico” suggerisce il professore. “Dobbiamo essere attenti e prudenti, ma non dobbiamo cadere nel panico”. Quindi per evitare il panico, “a Natale e Capodanno dobbiamo mantenere misure di contenimento dell’epidemia – consiglia il direttore scientifico dello Spallanzani – dobbiamo evitare viaggi, feste e grandi riunioni familiari”.

La festa di Natale, ma del 2021

“Si tratta di un sacrificio, ma pensiamo che a Natale 2021 potremo tornare a festeggiare” si dice possibilista Ippolito, il quale aggiunge: “Concordo con Fauci: per tornare alla normalità servirà tutto il 2021”. Poi Ippolito ci tiene a “sgombrare il campo da notizie che girano” e avvisa: “Non sono state rilevate mutazioni del virus tali da farci affermare che ci possono essere conseguenze dal punto di vista diagnostico e terapeutico che incideranno sull’efficacia del vaccino”, conclude.

Anche Andrea Crisanti, direttore del laboratorio di microbiologia di Padova, si è detto pessimista sulla prospettiva un nuovo lockdown. “Sulla possibilità che il governo eviti il lockdown non ci scommetterei neanche una lira. Con più di 30 mila casi al giorno e con il numero dei morti vicini a quelli di marzo, ad un certo punto anche se ci sarà il vaccino bisognerà abbassare il numero dei casi” ha detto a The Breakfast Club su Radio Capital.

“Il vaccino della Pfizer è un barlume di luce: però bisogna guardarlo nei dettagli. C’è un problema logistico, perché ha bisogno di una catena del freddo a -80 e la tecnologia per la conservazione in Italia non è disponibile nei punti di distribuzione, quindi farmacie e studi medici” ha aggiunto Crisanti. “Il vaccino non può avere un impatto sull’epidemia prima di 12 mesi. Verso ottobre – novembre 2021 vedremo dei veri cambiamenti. Il vaccino, secondo me, non può essere reso obbligatorio visto il meccanismo con il quale è stato messo in commercio”.

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