Piena solidarietà del Sinalp alla famiglia di Samuele Fuschi, in Sicilia si continua a morire per l’inefficienza e l’incapacità di gestire la “cosa pubblica”

In Sicilia si continua a morire per tragiche fatalità o per vergognose inefficienze della pubblica amministrazione?

Questo quesito in queste ultime ore circola tra i tanti siciliani che non riescono più a comprendere cosa sta succedendo in questa martoriata terra.

Meno di un mese fa abbiamo assistito alla strage di 5 operai morti durante il loro lavoro a Casteldaccia, subito dopo assistiamo alla morte di un operaio che precipita da una gigantesca pala eolica a Salemi, e ieri assistiamo alla morte di una persona che in scooter percorreva l’asse viaria più importante di Palermo.

Oggi è iniziata la “caccia al colpevole” perchè è chiaro che ai cittadini bisogna dare comunque un “colpevole” sul quale poter sfogare la loro rabbia, la loro violenza, accumulata in anni ed anni di soprusi ed angherie subite e perpetrate dalla pubblica amministrazione a tutti i livelli.

Come Sinalp, dichiara il Segretario Regionale Andrea Monteleone, da tempo denunciamo l’abbandono della manutenzione della rete stradale urbana di Palermo come anche quella extraurbana.

Purtroppo dobbiamo evidenziare che da oltre 20 anni chi ha amministrato questa splendida e maledetta città ha, di fatto, rinunciato a manutenzionare in maniera corretta la rete viaria urbana.

Splendidi esempi di questo stato di abbandono sono l’ormai “famigerato” ponte di Corleone che solo dal 2023 e grazie alla Giunta Lagalla, ha subito una reale e concreta azione manutentiva, e altro eclatante esempio di totale abbandono ultraventennale è lo splendido lungomare di Sferracavallo che ha trasformato una meravigliosa borgata turistica in discarica.

Nel mezzo a questi due esempi di abbandono c’è l’intera città di Palermo con buche, voragini, e crepacci ormai perfettamente integrati allo stato di abbandono in cui vive Palermo.

Oggi si cerca il colpevole, ma dovremmo essere tutti colpevoli per quanto successo.

I cittadini che non hanno saputo reagire a più di venti anni di incuria ed incapacità organizzativa e gestionale di tecnici, dirigenti e Giunte di Governo che hanno vandalizzato questa città.

I dirigenti, con delega alla manutenzione della città, che in questi venti anni si sono “attivati” solo per mettere un po’ di asfalto in qualche buca troppo evidente e magari posizionata in qualche arteria viaria più importante rispetto alle altre.

Le “varie” ex municipalizzate che, pur vantando fatturati milionari, non sanno coordinare gli interventi per curare e rendere accogliente questa meravigliosa città.

Da tutta questa incuria ed incapacità oggi piangiamo la morte di una persona.

Le autorità competenti hanno iniziato le indagini per capire la reale dinamica di quanto successo, visto che già si parla di buca apertasi con il peso della moto, di buca appena creatasi e la moto gli è finita dentro, di errata realizzazione del sito stradale che non contiene la necessaria base di sabbia per ammortizzare le vibrazioni dei mezzi che vi passano sopra, oltre naturalmente a tante altre ipotesi più o meno credibili.

Ci auguriamo fortemente che non sia iniziato il classico scaricabarile con relativi distinguo che probabilmente, alla fine, non porterà a nessuna verità.

In tutto questo ci permettiamo di suggerire al Sindaco On. Lagalla, che dal suo insediamento si è prontamente attivato a risolvere le grandi criticità, ormai storiche, denunciate da questa città, di essere inflessibile su chi, Dirigenti, avevano il compito di controllare l’efficienza della viabilità cittadina e risolverne le eventuali emergenze.

Non si può morire per una buca nella strada, questa ennesima vittima dell’incuria e dell’incapacità di coordinarne la manutenzione stradale merita tutto il nostro rispetto e tutta la nostra solidarietà e ci sprona a mettere sul campo le vere soluzioni necessarie ad evitare per il futuro altre vittime.

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