Sono trascorsi 33 anni dalla strage di via D’Amelio a Palermo in cui persero la vita Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta. Novanta chili di tritolo, piazzati si una Fiat 126, spazzarono via il giudice “scomodo” per la mafia, che era andato a trovare la madre. In questi anni si sono succeduti cinque i processi a Caltanissetta. Nel 2021 la Corte di Cassazione ha condannato in via definitiva due boss palermitani, Salvatore Madonia e Vittorio Tutino, e a condanne più lievi due finti pentiti. Alcuni dei poliziotti della squadra mobile di Arnaldo La Barbera sono stati processati per favoreggiamento ma nel 2024 per tre agenti la Corte d’appello di Caltanissetta ha emesso sentenza di non luogo a procedere per sopraggiunta prescrizione. Oggi per altri quattro componenti della squadra “Falcone-Borsellino” è in corso un processo.
La commissione parlamentare antimafia, guidata da Chiara Colosimo, che ha avviato una serie di audizioni per ripercorrere ed esplorare piste alternative sulla strage e che prossimamente vuole convocare in audizione il procuratore Salvatore De Luca impegnato nelle inchieste, molte delle quali sono ancora coperte dal segreto investigativo.
