Una cancellazione che pesa e crea amarezza, specialmente per 65 anni di carriera di cinema alle spalle, quella di Leo Gullotta escluso dal premio Taormina.
L’attore e comico catanese dichiara a La Sicilia di essere stato contattato per l’assegnazione di un premio nell’evento per i 50 anni del Festival del Teatro di Taormina del 3 settembre, ma il suo nome non è tra i 12 premiati “Avrei preferito che mi avessero detto chiaramente: “Non la premiamo, non la riteniamo all’altezza”. Ma questa è un manina politica, figlia dell’amichettismo che tira tanto“.
Tutto inizia quando Gullotta è contattato dalla direttrice artistica della Fondazione Taormina Arte, Simona Celi, e dà la sua disponibilità alla consegna del premio, ma “Poi, un pomeriggio la direttrice mi chiama e, dispiaciuta, mi dice che il mio nome non c’era nella lista dei premiati. Non mi ha detto per delicatezza chi c’era dietro questa decisione, certo non lei, ma la nota dei premiati è della Regione e ho fatto “due più due”: è una scelta politica della Regione“.
Tanto lavoro per la Sicilia ma poco riconoscimento
L’attore ha anche dichiarato come in Sicilia abbia lavorato gratis citando le iniziative per Luigi Pirandello al Kaos o per il Teatro Stabile di Catania con “Minnazza”. Ma anche qui altra situazione non è stata delle migliori. Il direttore dello Stabile “dice che vuole aprire la stagione con un mio spettacolo, si pensa di riprendere “Minnazza” per sei repliche, non lo annuncia perché vuole fare una sorpresa al pubblico, ma dopo cinque mesi di “avanti e arrè”, senza un punto fermo, con mosse da scacchista, a sorpresa mi dice che non ha più soldi, che ha solo 35mila euro.
Una cifra inaccettabile per coprire prove, recite e il lavoro di sette persone. Un modo di fare ambiguo, sfuggente, che mi addolora“.
La replica della direttrice artistica
In merito alla vicenda Simona Celi, direttrice artistica della Fondazione Taormina Arte, replica dicendo che si tratta di «un malinteso». L’assessora allo Spettacolo Elvira Amata dice di non sapere nulla e “allarga le braccia” in merito alle scelte artistiche della Fondazione Taormina Arte. “Personalmente ritengo che quando si parla di arte, cultura, musica non esistano destra e sinistra…“.
«L’assessora mi ha telefonato subito – dice Gullotta – è stata molto gentile, non sapeva nulla di questa storia, non ha scelto alcun nome, è estranea. Mi ha dato le sue spiegazioni e io le ho naturalmente accettate, è una donna perbene. Sono altre le persone che sono intervenute. Anche quando ho diretto il Festival del cinema di Taormina c’erano elementi della Regione che parlavano a vuoto, senza conoscere nulla. Ma di questi tempi non è una novità. La verità è che non ci dovrebbe mai essere la censura“.
Per la direttrice artistica Simona Celi sostiene che non c’entra il valore umano, artistico e professionale dell’attore ma sono stati valutati doversi nomi ed è stato necessario fare una scelta tra le diverse personalità prese in considerazione.
Chiarezza per Barbagallo e nuova stagione teatrale proposta a Gullotta
La reazione di Leo Gullotta suscita la reazione del segretario regionale del Pd Anthony Barbagallo che parla di gravità dei fatti denunciati per la storia della Fondazione Taormina Arte e per gli enti pubblici soci, come la Regione Siciliana con richiesta di chiarezza. “Il tempo del pensiero unico della destra nel nostro Paese è stato sepolto per sempre. Ma non ci sorprende la logica dell’amichettismo che ancora alberga in Sicilia ed è di casa nel governo regionale così come nelle partecipate. Dalle parti della Regione siciliana qualcuno batta un colpo e si assuma la responsabilità di quanto accaduto. Gli esponenti Pd non parteciperanno all’evento“.
Dispiaciuto anche il sindaco di Taormina Cateno De Luca che con la presidente della Fondazione Taormina, Valeria Brancato, sta promuovendo la prima stagione teatrale al Palazzo dei Congressi dichiara “saremmo felici che Gullotta potesse accompagnare questo nuovo percorso in qualità di testimonial“.
