Si aggrava pesantemente il bilancio dell’attacco aereo russo effettuato lo scorso 2 novembre a Komyshuvakha, nella regione di Zaporizhzhia:
I morti accertati sono saliti a 53, mentre i soccorritori continuano le ricerche per circa 50 persone ancora disperse tra le macerie dell’edificio colpito durante una distribuzione di aiuti umanitari.
Parallelamente, le forze di Mosca hanno intensificato gli attacchi contro i siti strategici ucraini. Il ministero della Difesa russo ha confermato l’impiego di bombe aeree guidate FAB-3000 contro una centrale elettrica nei pressi di Sumy e contro postazioni militari a Zaporizhzhia. Presi di mira anche gli impianti energetici nei distretti di Bila Tserkva e Obukhiv (regione di Kiev) e nella regione di Mykolaiv. Si registra inoltre una vittima civile nel distretto di Sarny (regione di Rivne) a seguito di un raid mattutino.
Non si fa attendere la replica di Kiev: droni ucraini hanno colpito nella notte la raffineria di petrolio Afipsky, situata nella regione di Krasnodar, nella Russia meridionale, provocando incendi ed esplosioni a catena, sul sito industriale.
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