A Priolo la politica rievoca Machiavelli e rispolvera il Manuale Cencelli

I veleni della politica a Priolo alla fine hanno fatto esplodere il sistema Gianni, forse perché superato, o fuori tempo massimo. Il sindaco di Priolo è un personaggio politico popolare; da sempre intraprendente che spazia dal cimento del Guascone a quello di D’Artagnan. Fortunato e beneducato a vincere. Ma stavolta per non soccombere ha dovuto fare ricorso alla regola di Machiavelli sui nemici che in politica, come nella vita di tutti i giorni, devono essere vezzeggiati o soppressi, per rispolverare di seguito il Manuale Cencelli. Regola con cui si allude all’assegnazione di ruoli politici e governativi a esponenti di vari partiti per rimanere in pace a gestire la cosa pubblica in base alla forza dimostrata in numero di voti. E questo avviene dopo un periodo durante cui l’amministrazione Gianni è sembrata confusa. Prigioniera di un gioco all’azzardo, abbandoni di vincoli politici insistenti, con promesse a ventaglio e un filone sull’informazione infelicemente messo in atto generando un dialogo di primo pelo, mentre necessitava una chiara visione senza la regola politica della demagogia e della strumentalizzazione che ha prodotto veleni, odio e denunce il più delle volte, per verità di cronaca, cercando il pelo nell’uovo.

“Dopo aver messo a rischio la maggioranza consiliare sul tavolo da gioco, il sindaco Gianni ha pensato bene a rimescolare le carte in tavola, e da abile croupier ha ritirato le ultime fiches dal tavolo”. Così inizia una nota del Meetup M5S di Priolo Gargallo sul rimescolamento delle carte nella politica priolese con un compromesso del vecchio e sempre valido Manuale Cencelli che ricorda la Prima Repubblica, tra la maggioranza messa alle corde e l’opposizione che trionfa nella sfida accaparrandosi la presidenza del Civico consesso del comune industriale che paga lo scotto di una stratificazione culturale troppo veloce: da Borgo e Frazione di Siracusa a Comune industriale.

Machiavelli assicura che la più grande difficoltà di un principe quando sale al potere affronta è data dai nuovi sistemi che è costretto a introdurre per dare delle solide fondamenta al governo; ma il rischio è di trovarsi nemici tutti quelli che traevano vantaggio dalla vecchia organizzazione.

Vi è dunque un piano studiato a tavolino quando la maggioranza molla, ma nel vecchio “gioco” politico il sindaco di Priolo Gianni perde il controllo della maggioranza in consiglio comunale. Due consiglieri decidono di aderire al gruppo misto: Franca Marsala e Manuel Pennisi che lasciano il gruppo consiliare, “Siamo Priolo”, per passare armi e bagagli nel gruppo di cui già fanno parte Sebastiano Boscarino, Fabio Castrogiovanni e Simona Di Marco. E in questi casi di dice: a volte ritornano.
Non perde questa ghiotta occasione il M5Stelle, che incalza. “Con la consegna della presidenza del consiglio comunale ad Alessandro Biamonte – scrivono nella nota i Pentastellati – i priolesi si ritroveranno nuovamente senza opposizione. Per qualcuno è difficile e insostenibile stare all’opposizione. Eppure in campagna elettorale, e soprattutto dopo, vestendosi con “l’abito dell’onestà”, aveva rifiutato, senza remore, la politica arrogante del supereroe. Tra le mille forme di bugie e regalando favole il rimpasto è servito. Prospettiva Priolo Gargallo ha saputo ingannare 2184 elettori. È evidente, il sindaco vedendosi sgretolare la sua maggioranza ha pensato bene di fare una grande “ammucchiata”, e chissà non regalare qualche assessorato alla presunta opposizione. La coerenza non è per tutti – termina la nota del Meetup M5S di Priolo Gargallo – dichiarandosi “sempre al servizio del cittadino, continuerà a fare una seria, e unica vera opposizione dall’esterno”.

Ma la risposta di Prospettive Priolo Gargallo non tarda: “Dispiace costatare l’ennesima occasione persa di tacere per il rampante ma ahinoi ben poco incisivo Meetup 5 Stelle di Priolo Gargallo, intervenuto a commentare l’elezione alla presidenza del consiglio comunale di Alessandro Biamonte con il solito substrato di dietrologia e preconcetti da Vaffa Day, evidentemente anacronistici stando alle recenti scelte nazionali, salvo che non ci troviamo di fronte ad un altro Meetup sfuggito alla supervisione della Casaleggio associati. Come da più parti fatto notare, da rappresentante dell’opposizione Alessandro Biamonte ha svolto e continuerà a svolgere un’opera di servizio per la città completamente slegata dalle vecchie logiche di appartenenza politica, perché incentrata esclusivamente al bene comune.
Invitiamo quindi il meetup di Priolo a smetterla di fare sempre proclami contro tutti perché la verginità politica del movimento 5 stelle non esiste più e così come a livello nazionale hanno alla fine accettato di lavorare insieme a chi in campagna elettorale era un avversario per il bene dell’Italia, capisca che si può lavorare anche a Priolo con chi si è avversato in campagna elettorale per il bene della città, esattamente come accaduto ad esempio nel capoluogo Siracusa. Pur restando il background politico distante da quello dell’attuale amministrazione di Priolo, il ruolo istituzionale affidato dal consiglio nella sua interezza va dunque inteso come una missione da intraprendere per migliorare Priolo Gargallo, un lavoro certamente difficile per il quale abbiamo chiesto e continueremo a chiedere l’aiuto di tutti, Meetup 5 Stelle incluso. Sarà un peccato constatare l’eventuale assenza di volontà da parte degli sparuti grillini d’assalto rimasti a Priolo Gargallo di lavorare per il bene della propria città, senza vomitare insulti o illazioni ma avanzando proposte concrete e fattibili; in tal caso però, ce ne faremo una ragione e andremo comunque avanti spediti”.

Si chiosa che la cittadina di Priolo Gargallo si è trasformata da qualche anno in un’officina della peggiore politica; un teatro all’aperto della violenza con un pauroso aumento dello scontro violento tra i politicanti come non mai. Di primo acchito, l’impressione comune vuole che a Pippo Gianni il controllo della situazione politica della sua amministrazione sia provvisoriamente sospeso in attesa di nuovi arruolati o il ritorno di chi ha lasciato la posizione di combattimento in attesa di buone nuove o di altro, ma in merito al momento nessuno si sbilancia nel raccontare i segreti della politica priolese.

La conferma rimane nel fatto che in politica tutto fa brodo. Ed ecco che il nuovo Presidente del Consiglio comunale, Biamonte, pubblicizza i fatti accaduti come “un evento storico, dove a suo dire la politica ha lasciato l’egoismo e le ambizioni personali per il bene comune, una scelta coraggiosa ma obbligata per chi ama il proprio paese. Un dialogo collaborativo e costruttivo. Una presidenza aperta a tutte le forze politiche e ad ogni singolo cittadino, per far avverare quello che i cittadini si aspettano, la rinascita di Priolo”.

Ma una vecchia regola vuole che in politica quella pericolosa sia sempre l’ultima curva perché spunta all’improvviso.


Concetto Alota

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