Covid-19 colpisce ancora: assegni postdatati e rischio fallimenti a catena per le imprese

Un vecchio detto arabo recita: quando i guai arrivano tutti insieme, ci voglio le catene. Il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, ha lanciato l’allarme al governo nazionale sulla possibile ripercussione negativa sul nostro sistema finanziario che si alimenta con gli assegni postdati e che, a causa della pandemia in corso, potrebbe avere conseguenze disastrose per il nostro tessuto economico. Si tratta di un sottobosco. Un escamotage all’italiana che senza un adeguato intervento del governo Conte, nei prossimi mesi il Cornavirus rischia di trasformare la vita economica e sociale delle generazioni future in un inferno finanziario di lunga durata.

La delicata questione scaturisce dalla prassi diffusa di pagare attraverso gli assegni bancari postdatati; infatti, senza voler nascondere il fenomeno dietro il dito, industriali, commercianti, artigiani e liberi professionisti, così come tante famiglie, utilizzano gli assegni bancari come la vecchia cambiale. Ma questo per legge è vietato, ma da sempre “consentito”.

È la crudele realtà della nostra malata economia. Le banche e i governanti sono a conoscenza del sistema; l’assegno postdatato circola inosservato già da decenni, con la scomparsa della cambiale, con la quale lo Stato percepiva, e percepisce ancora oggi se attivata, un bollo, ma è stata ormai sostituita dal più comodo titolo di credito diretto dell’assegno bancario di conto corrente senza pagare il bollo, quindi: evasione.

Sono tante le banche che garantiscono l’esposizione dei fidi dei loro clienti con questo strumento illegale. Il deposito in banca degli assegni di credito diventano titoli a tutti gli effetti pratici, ma non legali, e non si deve, per giunta, sapere.

Con l’avvento della pandemia da coronavirus, il commercio e le attività industriali sono state interrotte e gli imprenditori, una infinità, che hanno emesso gli assegni postdatati per gli acquisti, o un commerciante per ricevere la merce relativa alla vendita dei prossimi mesi ha emesso degli assegni postdatati che saranno, per buona parte, a partire da domani primo aprile, dichiarati insoluti, perché non potranno essere onorati. Titoli che il fornitore ha già a suo tempo depositato in banca per generare fidi su fidi per la necessaria liquidità; somme che non potranno rientrare con le attività chiuse, ovviamente.

Emettere assegni postdatati, non è legale; si tratta di illecito amministrativo, ma che potrebbe trasformarsi velocemente in un illecito con conseguenze anche penali; reato che commette sia il traente il titolo, sia il beneficiario, oltre al possessore, quindi, le Banche. E a voler guardare oltre il buco della chiave, le conseguenze appaiono di primo acchito, disastrose.

In merito, le associazioni di categoria, commercianti, artigiani e imprenditori in generale, hanno messo in atto una serie di richieste al governo Conte, ma lamentano il silenzio della politica in generale e soprattutto il fatto che nessuno ha preso seriamente la questione che rischia di far saltare per sempre migliaia di posti di lavoro, con conseguenze disastrose sia in termini economici, sia sociali.

Concetto Alota  

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