Cronaca. Succede a Siracusa: i “sensali” dell’abusivismo in mezzo alla pubblica via tra coronavirus, frutta e verdura

Immagini di repertorio

La vecchia forma di abusivismo commerciale di frutta e verdura nella pubblica via, si conferma e si radicalizza tra le strade di Siracusa in mezzo alle polveri sottili, smog e le goccioline possibili portatori di virus.

Salta agli occhi dopo il decreto del Governo Conte che limita il movimento e la vendita di alimenti fuori norma, come nel silenzio del Comune di Siracusa e delle forze di polizia in generale si registra un fatto grave: tanti ambulanti abusivi stazionano nella pubblica via tranquillamente con frutta e verdura in bella vista e all’aperto; da parte della forze di polizia si scopre poi che tanti percepiscono il reddito di cittadinanza ma lavorano per conto di “sensali” sfruttatori nella vendita di frutta e verdura abusivamente, in mezzo alla strada, incuranti delle tante infrazioni commesse; si scopre ancora che il vero padrone del carrettino e della frutta, il vero “commerciante abusivo”, ha incaricato un lavorante, abusivo anche lui, che magari percepisce il reddito di cittadinanza, di badare alla vendita dei prodotti ortofrutticoli mentre lui si trova al bar.

Già in tanti sono stati denunciati per questo cattivo gusto di commercio al minuto, ma il fenomeno non si è fermato nemmeno dinanzi al coronavirus e si continua come prima, con i prodotti ortofrutticoli in vendita sequestrati e donati ad associazioni caritatevoli. Nel contempo, sono state avviate le operazioni di irrogazione delle sanzioni amministrative di revoca/decadenza del beneficio ed il recupero dell’indebito, di competenza dell’Inps.

Di fondamentale importanza è il ruolo di polizia di Stato, carabinieri e guardia di Finanza, polizia municipale e ambientale, a contrasto di coloro i quali, accedendo indebitamente a prestazioni assistenziali erogate dallo Stato, sottraggono importanti risorse economiche destinate a favore di persone e famiglie che si trovano effettivamente in condizioni di necessità e bisogno; da considerare poi che siamo in piena emergenza per una aggressiva pandemia causata dal coronavirus e che, come nel caso, il possibile contagio è a portata di mano.

C.A.

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