Gli arresti per droga a Siracusa, i racconti dei pentiti: Luigi Cavarra il reggente del clan

Due anni di investigazioni, 13 arresti, 17 indagati e quattro collaboratori di giustizia ritenuti attendibili dal pm della Dda di Catania e dal Gip, Simona Ragazzi che ha firmato le ordinanze di custodia cautelare. I primi a presentare un rapporto alla Direzione distrettuale sono i carabinieri del comando provinciale di Siracusa, tre mesi dopo, la squadra mobile del capoluogo. Le risultanze investigative segnalano l’ esistenza a Siracusa in un arco sufficientemente prolungato dal 2014 in poi di tre aggregazioni organiche e sufficientemente strutturate dedite al traffico di sostanze stupetacenti di vari tipi (cocaina, hashish e marijuana). rispettivamente facenti capo a Cavarra Luigi, Urso Gianfranco e Satornino Francesco (i primi due particolarmente legati al all’associazione mafiosa siracusana “Bottaro Attanasio”).
Tali aggregazioni, ancorché tra loro distinte e dotate di ciascuna di autonomia operativa ed economica (e tendenzialmente specializzate per natura della sostanza trattata: il gruppo di Cavarra commercia quasi esclusivamente cocaina, quello di Satornino solo hashish, mentre il gruppo di Urso Gianfranco sia cocaina, che marijuana). Operano in sostanziale armonia tra loro e non sono estranee a forme di collaborazione reciproca (per es. a un dato momento il gruppo di Satornino favorisce Urso Gianfranco offrendosi di procurargli una partita di hashish a condizioni di favore, mentre lo stesso Urso Gianfranco interviene ad adiuvandum per dare man forte alle pretese di Cavarra Luigi in un momento di tensione con i gestori di alcune piazze di spaccio di Siracusa. Dato coerente con il radicamento degli stessi nello stesso sodalizio mafioso di riferimento, il clan Bottaro Attanasio, già Urso -Bottaro. Ed ancora Urso viene sollecitato a mediare un contrasto sorto tra Cavarra e uomini di Satornino . Tali circuiti si caratterizzano per il coinvolgimento di un nucleo di persone stabilmente impegnate, per la divisione interna dei ruoli, per continui e copiosi approvvigionamenti di sostanza stupefacente attraverso plurimi canali (per lo più a Catania, ma anche a Palermo e in altri centri), per il regolare nascondimento delle “scorte” di sostanza in luoghi predeterminati (per es., la stalla e la casa di parenti dei fratelli Urso. la proprietà di contrada Spinagallo e l’abitazione di stretti congiunti di Satornino, etc.), per la successiva e rapida immissione in commercio attraverso una rete di venditori, alcuni dei quali identificati, per la gestione o il collegamento con alcune “piazze di spaccio” attive nella città (tra cui la Tonnara, il cosidetto”Bronx”, etc.), per il linguaggio criptico nelle comunicazioni interne e per le misure di cautela adottate per eludere i controlli di polizia.
I gruppi che fanno rispettivamente capo a Cavarra Luigi e a Satornino Francesco si connotano anche per la disponibilità di armi. Già precedenti attività di indagine (operazioni coordinate dalla D.D.A. di Catania e denominate ‘ Hawk’ e ‘Terra Bruciata‘), culminate in processi definiti con sentenze irrevocabili, hanno acclarato come numerosi esponenti dell’associazione di stampo mafioso, Bottaro – Attanasio negli anni passati abbiano operato in modo sistematico e continuativo nel settore del traffico di stupefacenti. Va altresì premesso che Cavarra Luigi, al quale è contestato di avere organizzato e diretto il sodalizio in esame, è stato condannato in via definitiva per episodi pregressi di traflico di stupefacenti e detenzione illegale dì armi (commessi negli anni 1999, 2003) ed è stato condannato in primo grado dal tribunale di Siracusa con sentenza del 27.4.2012 per i delitti di associazione mafiosa, estorsione consumata e tentata aggravate alla pena di anni sedici di reclusione ed euro 2.400,00 di multa.
Dopo un periodo di carcerazione ininterrotta dal 7.3.2011, il 4.10.2013 viene rimesso in libertà per decorrenza dei termini massimi di custodia cautelare nell’ambito del procedimento sopra citato e sottoposto a misure cautelari non custodiali e a misura di prevenzione, così riacquistando autonomia operativa, anche nel settore traffico di stupefacenti, come segnalano le convergenti dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Lopes Osvaldo, Mollica Salvatore, Correnti Antonino e soprattutto Piazzese Giovanni e l’ampio materiale raccolto nelle indagini tecniche. Muovendo dal contributo dei collaboratori di Giustizia, Lopes Osvaldo nel luglio 2014 dichiara di volere collaborare con la Giustizia, autoaccusandosi e chiamando in correità altri per l’omicidio di La Porta Nicola e Ferla Nicola del 2 marzo 2014. Determina il pronto ritrovamento dell’ arma da fuoco ivi impiegata e narra del proprio inquadramento criminale (essendosi verso la fine del 2012, avvicinato al clan Cappello di Catania) e dell’attività di spaccio di droga dei tipi cocaina e marijuana da lui svolta, chiamando in correità numerosi soggetti. Nell’ambito del traffico di droga stabilisce assidui rapporti con esponenti del clan Cappello e con quelli del clan Bottaro – Attanasio di Siracusa, fra i quali Luigi Cavarra Nei verbale del 2 1.7 .2014 e del 27.9.2014, visionando l’album fotografico postogli in visione dalla P.G., individua nella foto n. 45 Cavarra Luigi: ribadisce trattarsi di un esponente del clan Bottaro – Attanasio da vari anni, considerato braccio destro di Alessio Attanasio, che lo ha nominato “responsabile”. Riferisce che Cavarra si presenta nella sua pizzeria subito dopo essere uscito dal carcere nel 2013 come “esponente del dan Bottaro Attanasio”, imponendogli di rifornirsi da lui, oppure doveva pagare il pizzo . “Così prendemmo il lavoro e trovato l’accordo, sostanza che in buona misura poi veniva distribuita nella zona di Floridia. Prima del proprio arresto ( 2014) e durante la detenzione, riceve continue minacce da Cavarra, essendo egli rimasto debitore nei suoi confronti della somma di 4.500 euro, relativa all’ultima fornitura di cocaina e marijuana ricevuta “C’mi sono arrivate minacce tramite esponenti del carcere di trovare questi soldi e farglieli avere” . In un manoscritto consegnato nel corso dell’ interrogatorio del 14.8.2014 Lopes dà atto di essersi rifornito insieme a un proprio correo, tale Rosapinta, un quantitativo di 50 grammi di cocaina, da lui giudicata “un po ‘ troppa per il giro che c’era; poi Rosapinta scendeva la sera al “Pab Adrium” (locale di Siracusa], per smerciarla; tuttavia questi aveva il “vizietto” di consumarla in misura maggiore di quanta ne vendesse; così egli decise di “togliere mano”, perché “non tornavano i conti e si era creato un buco [un debito] con Cavarra”. Ottiene un appuntamento con Cavarra, raggiungendo un accordo con lui sia per il debito sia per il futuro smercio. Cavarra accetta di rifornirlo, aggiungendo di volere mensilmente qualcosa, magari 500,00 al mese per la famiglia “Bottaro Attanasio”. Tale “mensilità” non gli viene fatta pesare, perché inserita nel prezzo della ‘coca’ e della marijuana. Si incontrano poi al Porticciolo “Sbaccadero” (lo Sbarcadero, zona della città). Riferisce in questo contesto di avere acquistato un quantitativo di 50 grammi di cocaina da Cavarra, poi consegnato a Mollica Salvatore, che gestisce il traffico a Floridia, perché lo vendesse a sua volta a Nicola La Porta. Poi non riesce a recuperare i soldi da Mollica e si sente stretto “sotto pressione” tra Bassetti (altro fornitore), da un lato, e Cavarra, dall’ altro. Infine nelle dichiarazioni rese il 10 dicembre 2014, Lopes puntualizza: a) di avere più volte tra la fine del 2013 e i primi mesi del 2014, di intesa con Cavarra preso in consegna la sostanza stupefacente da lui fornitagli e versato il corrispettivo nella Borgata Santa Lucia oppure in prossimità della Via Montorsoli; b) che Cavarra per tali consegne si è avvalso dei fratelli Mortellaro Corrado e Mortellaro Angelo oppure lo ritirava personalmente in presenza dei predetti fratelli; c) che sia Cavarra Luigi, sia i Mortellaro sono “vicinissimi” al capo clan Attanasio Alessio; d) che una delle ultime forniture di stupefacente (un chilo di marijuana), per la quale subisce minacce in relazione al suo mancato pagamento, gli viene consegnata nella zona della Borgata di Santa Lucia (egli è a bordo dell’autovettura Renault Scenic di MAGGIORE Leonardo, mentre Mollica Salvatore a bordo della propria Mercedes Classe A insieme alla moglie Selvaggio Laura; Mortellaro Corrado, giunto a piedi, avendo precedentemente prelevato la sostanza da un nascondiglio nei pressi della via Piave, la nasconde all’interno di un cassonetto di immondizia nella traversa prima delle poste di Via Piave; Maggiore Leonardo la preleva e la colloca ali’ interno dell’ autovettura di Mollica Salvatore. che si dirige verso Floridia) e che ciò avviene – come in altre occasioni – secondo quanto precedentemente concordato tra lui e Cavarra Luigi. Le dichiarazioni di Lopes convergono e si raccordano con quelle che seguono. Mollica Salvatore, arrestato il 17.3.2014 insieme a Lopes per l’omicidio di La Porta Nicola, decide subito di collaborare con la giustizia e il 18.3.2014 riferisce: a) di essere stato affiliato dal 2011 al clan mafioso di Nunzio Salatia, operante a Floridia nei settori delle estorsioni e degli stupefacenti (precisa che Salafia prima era membro del clan Aparo per poi formare detto nuovo gruppo autonomo), precisandone membri, “stipendi” e regole; b) di avere fatto parte di un’associazione dedita al traffico di stupefacenti diretta da Lopes Osvaldo; c) che il capo del clan Bottato – Attanasio. benché detenuto da tempo. è ancora Attanasio Alessio, mentre reggente ne è Cavarra Luigi, come quest’ ultimo disse a Lopes Osvaldo in sua presenza e per faglielo capire, quando gli accordò di fornirgli un chilo di erba (“io sono con Alessio … Noi siamo tutti una famiglia” ); d) che Cavarra ha assunto la reggenza dal momento della scarcerazione; in precedenza, e fino al suo arresto. il reggente era Lino Mazzarella; e) che altri affiliati di rilievo sono Concetto Garofalo, il nipote di Gambuzza Emanuele, De Carolis Luciano delto u nanu; t) che Cavarra Luigi ha preso anche la reggenza del clan di Santa Panagia, poiché i due clan, per problemi economici. si sono a un certo punto riuniti. Anche le dichiarazioni di Mollica sono dettagliate e coerenti e ribadiscono l’inquadramento criminale di Cavarra Luigi sia nell’ambito del clan mafioso sia nel traffico organizzato di stupefacenti. Di minore rilevanza. ma convergenti circa il ruolo di Cavarra Luigi nel clan mafio- risultano le dichiarazioni di Correnti Antonino. Questi il 5 aprile 2014. dopo avere confermato di volere collaborare con la Giustizia visionando l’album fotogratico. individua nel n. 15 Cavarra Luigi strettamente Iegato ad Attanasio Alessio. Le dichiarazioni di Piazzese Giovanni, di grande rilievo, afferiscono in pieno al periodo compreso nell’imputazione e promanano da un soggetto intervenuto nelle dinamiche di due dei tre consessi associativi in esame, poiché egli ha preso parte a una rilevante riunione, svoltasi il 19.6.2015, tra esponenti di spicco di vari soggetti siracusani coinvolti nel traffico di stupefacenti e oggetto di puntuale riscontro nei servizi di intercettazione e di videoripresa svolti nelle presenti indagini. Piazzese, già esponente del gruppo criminoso denominato “Via Italia”, storicamente dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti, decide di collaborare con la giustizia il 5.11.2015, dichiarando di volere cambiare vita e di temere per la propria incolumità per un debito (poi non saldato) contratto con soggetti di Catania in relazione all’acquisto di stupefacenti per conto del proprio gruppo. Sin dal primo verbale (5.11.2015) indica il proprio gruppo di appartenenza (nel quale ha militato dal 2008), ne specifica l’organigramma, gli “stipendi” erogati ai sodali, le attività (precipuamente il traffico di stupefacenti); si accusa – oltre che del concorso nel suddetto traffico – di delitti di tentato omicidio, danneggiamenti nei confronti di imprenditori, etc .. Nell’ interrogatorio del 28.1.2016 racconta che le piazze di spaccio più importanti di Siracusa sono quelle della Tonnara, del Bronx, di via Italia e di Ortigia, che fa capo al gruppo di via Italia, e della Borgata. Quella della Tonnara è diretta da Briante Danilo, il cui gruppo poteva comprare lo stupefacente esclusivamente da Cavarra Luigi, a pena di ritorsioni nei loro confronti. La piazza del “Bronx” fa capo a Capodieci Francesco detto “Cesco”, e a Di Falco Riccardo detto “Riccardino”, i quali allo stesso modo potevano comprare lo stupefacente esclusivamente da Cavarra Luigi. Precisa al riguardo che a un certo punto il gruppo del Bronx, dovendo corrispondere a due fornitori diversi, riduce gli importi che periodicamente versa a Cavarra. Questi, per rappresaglia, malmena “Carlo ‘a Scecca” (di cui non sa indicare il nome, ma che poi identifica correttamente nella foto n. 27 di De Benedectis Giancarlo). Tale contrasto è proprio l’oggetto della riunione del 19.6.2015. Nel verbale del 18.11.20 15 aveva già precisato che tale riunione, della quale gli vengono mostrati alcuni fotogrammi e video, viene convocata da Cavarra Luigi, avviene sotto casa di Urso Gianfranco: “Serve per discutere della decisione di togliere la piazza di spaccio a quelli del gruppo del Bronx, ritenuti “sbirri e inaffidabili”. Elenca compiutamente e riconosce nelle foto i partecipanti (i fratelli detti “u Connu” in Urso Gaetano e Luigi, vicini ad Attanasio; Serino Giuseppe. La Braca Umberto e Cassia Daniele avvicinati al gruppo di via llalia. Nonchè Brancato Salvatore e Greco Salvatore. appartenenti al gruppo di via Italia. Visicale Alessio spacciatore per suo conto; Catania Salvo, uomo di fiducia di Urso, Urso Gianfranco stesso, avente a a disposizione un gruppo di spacciatori. Cavarra.Luigi , rappresentante di Attanasio Alessio e ricorda che Cavarra pochi minuti prima era venuto a trovarli nella sala giochi di Cassia Andrea in via Cannizzo, raccontando loro che aveva appena picchiato Carlo ‘a Scecca’ , per non avere questi pagato un chilo di cocaina, e stabilendo che da allora in avanti, raccolti tutti i soldi loro spettanti, avrebbero dovuto dare una lezione a quelli del Bronx non rifornendoli più. •Ricorda nel successivo verbale del 2.2.2016 che nel corso della riunione Cavarra disse che il gruppo di via Italia avrebbe potuto prendere il controllo della piazza di spaccio del Bronx in quanto coloro i quali la gestivano (Di Falco e Capodieci) si erano “comportati male”, acquistando stupefacenti da altri oltre che da lui. Tuttavia lo stesso pomeriggio Capodieci consegna dei soldi a Cavarra e questi dice loro per ora di non muoversi. In seguito, recuperati tutti i soldi, Cavarra mette da parte il proposito di dare una lezione al Bronx e continua a rifornirli. Nel verbale illustrativo del 2 febbraio 2016 Piazzese riconosce nella foto n.11 Luigi Cavarra, riferendo che egli fa le veci di Alessio Attanasio ed è l’attuale responsabile delle forniture di cocaina e forse anche di marjuana delle piazze di spaccio “Bronx” e “Tonnara”, le quali sono obbligate a rifornirsi da lui. I soldi che derivano dalla fornitura dello stupefacente alle predette piazze di spaccio arrivano a lui e ne deve rendere conto ad Alessio Attanasio. Ritiene che Cavarra si occupi anche di mantenere le famiglie del clan Bottaro-Attanasio, pur non sapendo specificare a quali famiglie e in quale misura. Aggiunge che anche il gruppo di via Italia si rifornisce di cocaina da Cavarra, ma può anche rifornirsi da altri. Riconosce altresì nelle foto n. 12 e 15 i fratelli Luigi e Gaetano detti “Connu” (corrispondenti effettivamente agli odierni indagati Urso Gaetano e Luigi), precisando di non ricordare chi fosse Luigi e chi Gaetano e specificando che essi collaborano con Cavarra Luigi, detenendo per lui le armi, occupandosi del trasporto di cocaina e riscuotendo il denaro delle forniture dalla piazza del Bronx; ricorda in particolare di avere visto [Gaetano] recarsi più volte a casa di Di Falco Riccardo a ritirare i soldi. Ancora. visionando l’album postogli in visione. nella foto n. 16 identitica ‘Andrea’ con un cognome strano che non ricorda [corrispondente ad Abdoush Andrea]; lo ricorda legato prima a tale Peppe “U Missinisi” per conto del quale si occupava di trasportare marijuana (anche a lui cedette tre volte in totale 6 o 7 chilogrammi di marijuana, dopo l”arresto di Alfio Castorina nel 2014) e attualmente legato a Luigi Cavarra per il quale trasporta cocaina. Ciò esposto. circa l’attendibilità intrinseca del collaboratore va innanzitutto evidenziato che egli ha dichiaratamente militato c operato all’interno di un gruppo organizzato dedito al traffico di stupefacenti nel medesimo territorio e – almeno in parte (fino alla carcerazione dell’ottobre 2015 e alla scelta di collaborare) – in un periodo sovrapponibile a quello delle contestazioni mosse a Cavarra Luigi relazionandosi con quest’ultimo. Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia trovano riscontro nelle molteplici attività di captazione delle conversazioni telefoniche e tra presenti, osservazione e monitoraggio eseguite nelle presenti indagini, i cui esiti sono di seguito esposti. • Le conversazioni oggetto di intercettazione, come pure i percorsi seguiti dalle autovetture oggetto di monitoraggio, saranno richiamati nei passaggi essenziali a evidenziarne la valenza indiziaria, rinviando per la loro integrale esposizione all’analitica richiesta del Pubblico Ministero. Alcuni degli episodi di detenzione, trasporto e cessione di sostanze stupefacenti, oltre che segmenti emblematici dell’esistenza di una trama associativa, quale delineata nei capi I) e 2), costituiscono altresì specifici delitti di commercio di sostanze stupefacenti contestati nei capi 3) – 8) e in tale duplice connotazione saranno di seguito valutati. Il primo episodio di rilievo, del 22.5.2015, è costituito dalla consegna di una partita di un chilogrammo di sostanza stupefacente del tipo cocaina (contestata a Cavarra Luigi nel capo 3), consegna programmata e attesa da Cavarra Luigi e non andata a buon fine a causa dell’intervento della P.G., la quale procede al sequestro del carico e all’arresto di Troina Francesco, il corriere proveniente da Catania. Detta partita, una volta giunta a Siracusa, avrebbe dovuto essere prelevata da Sinone Salvatore, a ciò comandato da Cavarra, il quale dopo i fatti manifesterà rabbia per il fallimento della consegna e propositi di punizione nei confronti di Sinone, al punto che quest’ultimo si allontanerà definitivamente dal circuito criminale di Cavarra.

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