Incendi zona industriale siracusana, manca la prevenzione: ritardi, errori e omissioni favoriscono i roghi

C’erano tutti i segni premonitori che i roghi nel territorio siracusano si potessero ripetere copiosi. Dopo i primi incendi avvenuti nella contrada Bagali-Sabbuci-Baratti, quando il fuoco distrusse ettari di terreno e una discarica di rifiuti speciali, i residenti avevano già da qualche tempo denunciato il pericolo alle istituzioni locali delegate per la mancata prevenzione; ma nessuna risposta, anzi sono arrivati i tanti rimbrotti, come a voler dire, tranquilli, tutto a posto. Ora è la magistratura che vuol vederci chiaro su una serie di fatti che appaiono di primo acchito piuttosto gravi e che potevano causare un vero disastro, oltre al possibile effetto domino. Errori e omissioni si presentano senza le necessarie prove; anche l’azione dei piromani è da mettere sul piatto della bilancia; la prevenzione temporale annulla l’azione che trova nelle erbacce secche, l’induco.
Incendi e incidenti sono di solito causati dal mancato controllo e dalla prevenzione non idonea. La pulizia dei terreni per prevenire i possibili incendi, è di solito correlata dalla mancanza degli interventi preventivi. E non basta la semplice deliberazione dei sindaci sull’obbligo della pulizia di sterpaglie secche a carico dei proprietari, per chiudere l’iter che la legge impone, ma l’atto deve essere, per logica deduzione, seguito necessariamente da una serie di controlli mirati sul campo.
È nella razionalità delle cose che l’aumento estivo delle temperature deve essere nell’ottica di ridurre al minimo gli episodi di roghi e incendi, specie nel territorio industriale, come nel caso, per la presenza dei prodotti infiammabili e di decine di serbatori d’idrocarburi e gas. È vero che nei giorni precedenti i sindaci si sono premurati un’ordinanza specifica relativa alla prevenzione incendi e alla pulizia dei terreni, quale atto dovuto e nulla più.
I terreni incolti, recintati e non, sia all’interno sia all’esterno dei centri urbani con presenza di rovi, erbacce e arbusti possono creare problemi d’igiene, il proliferarsi di zecche, zanzare e di rischio per la propagazione d’incendi. Ed ecco perché occorre vietare tutte quelle azioni che possono costituire pericolo interposto o immediato d’incendi e provvedere, con criteri uniformi, durante l’intero anno alla prevenzione degli incendi nelle campagne, lungo le strade in modo particolare nel periodo estivo quando il rischio è massimo, per attivare interventi per evitare il possibile insorgere e la propagazione d’incendi.
L’ordinanza dei sindaci impegna, di norma ma non nella regola, i proprietari dei terreni a provvedere in tempo utile, al mantenimento delle relative aree in condizioni tali da impedire il proliferare di erbacce, sterpaglie e altre forme di vegetazione spontanea, oltre all’immissione di rifiuti di qualsiasi specie e natura, al fine di garantirne la sicurezza antincendio. Ancor peggio nei comuni, come Melilli, Priolo e Augusta, in cui insistono stabilimenti e impianti dove si producono, s’impiegano o si detengono sostanze molto incendiabili che possono dar luogo a delle reazioni pericolose, come gas, benzine, gasolio e prodotti chimici. Sono compresi nell’elenco anche gli edifici, i complessi edilizi a uso terziario, industriale o i centri commerciali, caratterizzati da promiscuità strutturale o da sistemi delle vie di esodo, nelle vicinanze d’impianti con la forte presenza di persone. Gli interventi devono essere sempre migliorativi per analizzare l’interazione fra le varie strategie al variare delle condizioni sensibili nei luoghi, per eseguire un confronto fra i livelli di prestazione effettivi di sicurezza certa.
Concetto Alota

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