Italia Viva e scuole pubbliche paritarie, l’On. Cafeo: riconoscimento di un contributo adeguato per evitarne la chiusura

Palermo, 19 maggio 2020 – “La scuola italiana è senza alcun dubbio una delle vittime più colpite dalla pandemia di Covid-19, non – per fortuna – dal punto di vista sanitario, ma da quello formativo, sociale ed educativo”.

A dichiararlo è l’On. Giovanni Cafeo, Segretario della III Commissione ARS Attività Produttive.

“La “didattica a distanza”, strumento messo in campo in fretta e furia per provare a colmare l’enorme lacuna rappresentata dai circa tre mesi sottratti al calendario scolastico ufficiale, si è dimostrata per quello che è – spiega Cafeo – ossia un rimedio d’emergenza, non disponibile per tutti tanto che secondo gli ultimi dati, raccolti anche dalla comunità di Sant’Egidio, soprattutto nelle periferie almeno 6 bambini su 10 non possono accedervi ma il dato potrebbe essere più alto, e certamente non adatto alla continuazione del programma didattico secondo il normale svolgimento previsto”.

“In tutto questo – prosegue Cafeo – dal dibattito pubblico sembra essere svanito il mondo delle scuole pubbliche paritarie che accolgono ad oggi circa 900 mila studenti in Italia con, almeno sulla carta, gli stessi diritti e gli stessi doveri dei compagni delle scuole pubbliche”.

“Nonostante il costo sostenuto per il mantenimento delle scuole paritarie sia nettamente inferiore rispetto a quelle pubbliche – continua l’On. Cafeo – permane da parte di questo Governo verso le istituzioni scolastiche paritarie un atteggiamento ingiustificato che le paragona ad una sorta di “oggetto estraneo” alla convivenza civile e culturale di questo Paese, tanto che dal fronte dei contributi concessi vengono considerate meno dei monopattini elettrici, senza dubbio utili, per i quali però sono state stanziate risorse ben più corpose rispetto a quelle previste per la formazione e l’educazione dei nostri figli.”

“La sensazione diffusa nell’opinione pubblica che ritiene la frequentazione di queste scuole destinata a bambini di famiglie facoltose non trova poi effettiva corrispondenza alla luce dei fatti – dichiara ancora Cafeo – considerato che a fronte di mancati pagamenti delle rette, le scuole non hanno mai interdetto l’accesso alle lezioni o alla didattica online, garantendo il servizio a tutti in ogni caso”.

“Oggi, alla luce dei contributi previsti, il 30% delle scuole paritarie è a rischio chiusura – illustra Cafro – 300mila sono gli allievi che busseranno alla scuola statale che già oggi rischia il collasso e ben 2.4 mld di euro costerà in tasse questo disastro del non riconoscimento della co-essenzialità della scuola pubblica paritaria rispetto alla pubblica statale, un costo evidentemente insostenibile”.

“Grazie all’iniziativa del gruppo di Italia Viva all’ARS, con il supporto anche di Italia Viva Nazionale, nell’ultima finanziaria regionale abbiamo approvato 4 milioni per compensazione della riduzione delle rette alle famiglie nelle scuole paritarie, 35 milioni per l’acquisto di strumenti per la didattica a distanza, 25 milioni per l’adeguamento dei locali e l’acquisto dei DPI. La copertura di questi fondi – continua Giovanni Cafeo – prevista dal Governo regionale con i fondi POC da concordare con il Governo nazionale, ne mettono in dubbio l’effettiva applicazione ma l’impegno e l’attenzione di Italia Viva verso la scuola pubblica paritaria resterà massimo, a cominciare dall’adesione simbolica allo sciopero del settore annunciato per il 18 e il 19 maggio”.

“La libertà, valore costituzionale inderogabile che si declina anche nella scelta libera dell’educazione da impartire ai propri figli – conclude Cafeo – è già stata messa a dura prova da questi mesi di lockdown; oggi, ripartire in sicurezza significa dare a tutti le stesse opportunità ed evitare l’ennesimo collasso sociale”.

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