Osa, sui miasmi nuova denuncia in Procura

Lo scorso anno si era recato in tribunale per presentare un esposto denuncia in Procura. Gli incidenti continuano a verificarsi e gli operai a infortunarsi. Fabio La Ferla, presidente dell’Organizzazione Siciliana Ambientale, insieme al suo team di avvocati formato da Rotelli, Giardina e Speranza, Angelo Ripoli aveva già previsto tutto. Per questo aveva cercato di anticipare i tempi, informando la magistratura sui rischi che quotidianamente corre chi lavora nella zona industriale. E’ di venerdì scorso l’ultimo incidente, che ha visto un lavoratore cadere da un ponteggio mentre effettuava interventi di verniciatura. Soccorso, è stato trasportato in ospedale dove gli è stata riscontrata la frattura della clavicola e un lieve trauma cranico. “Quanto accade giornalmente in questa provincia è grave – ha detto La Ferla – e non può passare sotto silenzio.  La sicurezza sul posto di lavoro non è un optional, se è vero che gli incidenti sono aumentati e gli operai rischiano di morire per portare un tozzo di pane a casa. A questo, si aggiunga l’inquinamento ambientale che ammorba l’aria del triangolo industriale, continuando a provocare danni seri alla salute pubblica. La gente continua ad ammalarsi e tutto questo per un posto di lavoro che ormai non è neanche a tempo indeterminato, visto che le aziende assumono e licenziano come nulla fosse”.

Secondo La Ferla l’errore più eclatante sta proprio in questa dinamica. “Non c’è abbastanza tempo per formare il personale che dovrebbe lavorare in sicurezza, mancano i dpi, dispositivi di protezione individuale, manca la coscienza. È arrivato – prosegue – il momento di salvaguardarci tutti e quindi di cambiare modo di fare impresa, andando verso l’ecosostenibilità, l’energia alternativa. E’ ora di cambiare passo, iniziando dalle bonifiche per rilanciare l’economia di questa provincia anche guardando verso il turismo, l’agricoltura, l’artigianato. Necessita intervenire adesso, prima che sia troppo tardi. Deve essere l’industria a rincorrere i tempi, non noi a rincorrere i conniventi padri padroni industriali, ammanigliati con chi dei petrolieri ne ha fatto un interesse personale ed economico”

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