Tribunale di Siracusa, domani la riunione per le misure anti-covid

È stata convocata per domani una riunione per trovare una strategia utile a garantire la sicurezza degli operatori della giustizia. Le Rsu hanno ottenuto dal presidente del tribunale, facente funzioni, Antonio Alì, un confronto a tutto tondo dopo il caso di positività al covid di un impiegato in servizio all’ufficio del giudice di pace. È prevista, tra gli altri, la partecipazione dei rappresentanti dell’ordine degli avvocati, del responsabile della sicurezza, del medico competente. “Chiederemo di attivare provvedimenti sull’organizzazione delle udienze – dice Andrea Milici, coordinatore provinciale Giustizia della funzione pubblica della Cisl – chiediamo sicurezza per tutto il personale in servizio. Nessuna manifestazione da parte della Cisl è stata a tutt’oggi programmata e non vi è intenzione di programmarne. Siamo sicuri che il dialogo ci porterà a una soluzione condivisa”.

Intanto, ieri c’è stato un primo confronto in Procura con i rappresentanti sindacali di categoria dove sono state analizzate e prese inconsiderazione le criticità evidenziate dalle organizzazioni sindacali. Alla riunione hanno partecipato il procuratore capo Gambino, il responsabile della sicurezza, ingegnere Giannone, il medico aziendale dell’Asp, Di Mari. È stato sottolineato che l’accesso al pubblico nei locali della procura al quinto livello del palazzo di giustizia è già limitato e non si sono evidenziate particolari criticità. Restano in vigore gli accessi cadenzati secondo il protocollo già sottoscritto con l’ordine degli avvocati di Siracusa.

Per quanto riguarda l’intera struttura del palazzo di giustizia, le organizzazioni sindacali hanno in animo di manifestare al presidente Alì, il rischio di mantenere l’accesso illimitato di utenti, avvocati ed altri soggetti dai due ingressi del palazzo. “Tutto ciò – spiega il responsabile dell’Usb – provoca pericolosi assembramenti nelle aule d’udienza, nei corridoi e nell’unico bar dell’edificio. A questa problematica si può ovviare solo attraverso un accesso ad un orario cadenzato per consentire a tutti di prendere parte regolarmente alle udienze civili e penali”.

Quello che preoccupa il personale dipendente è l’innalzamento della curva dei contagi anche a livello locale. “Se sono state adottate misure limitative in altre strutture pubbliche – affermano i sindacati – non si vede perché non si debba fare altrettanto all’interno del palazzo di giustizia che in ambito provinciale registra il più alto numero di accessi dall’esterno”. I rappresentanti sindacali fanno anche notare che nel corpo B non sono funzionanti gli ascensori mentre nel corpo A, su otto ascensori ne funzionano cinque, per cui accade spesso che all’interno degli ascensori si assembrino più persone. L’Usb propone una soluzione: “Differire molte udienze nelle ore pomeridiane, alternando gli operatori in servizio”.

Francesco Nania

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