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Carenza di vaccini antinfluenzali nelle farmacie, Federfarma Siracusa: “attendiamo ancora risposte concrete dalla Regione”

Siracusa, 27 ottobre 2010 – La temuta seconda ondata di Covid-19 è ufficialmente arrivata e mentre si discutono le decisioni assunte per provare a limitarla, con le inevitabili polemiche al seguito, i farmacisti restano come sempre in prima linea a supporto della popolazione.

Oltre all’emergenza Covid però, è iniziata anche la stagione della “classica” influenza per la quale quest’anno, se possibile, è ancora più importante vaccinarsi.

“Vaccinarsi contro l’influenza di stagione è fondamentale – spiega Salvatore Caruso, presidente di Federfarma Siracusa – perché permetterebbe ad un’ampia fascia di popolazione di evitare le complicazioni ma soprattutto di non intasare gli ospedali con sintomi facilmente assimilabili a quelli del Covid”.

“L’uso del condizionale purtroppo al momento resta obbligatorio, perché vista la penuria di dosi disponibili, oggi di fatto non siamo in grado di garantire la somministrazione a tutte quelle persone che pur non avendo diritto alla prestazione gratuita, di fatto rappresentano la cittadinanza più attiva e mobile e quindi più a rischio di trasmissione, per questo interessata a sottoporsi volontariamente alla vaccinazione – prosegue il Presidente Caruso – e in questa situazione di stallo siamo purtroppo ancora in attesa di risposte dall’assessorato regionale alla Salute”.

“Ho la massima comprensione per la delicatezza del momento – ribadisce il dottor Caruso – ma ne ho un po’ meno per l’incapacità di capire che è sempre opportuno dare delle risposte e che in questo momento sulla disponibilità dei vaccini, così come su quella dell’ossigeno gassoso, non rispondere non può diventare una risposta”.

“Noi farmacisti ogni giorno ci interfacciamo con i bisogni e le necessità dei cittadini, verso i quali abbiamo il dovere di rendere conto su tempistiche e disponibilità per l’approvvigionamento di farmaci fondamentali – conclude Salvatore Caruso – e per questo motivo non possiamo accontentarci di un inaccettabile e pericoloso atteggiamento attendista, quanto mai inappropriato in questa delicata fase”.

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