Tribunale di Siracusa: processo “Oro Blu”, ascoltato l’ingegner Giuseppe Marotta

Nell’ambito del processo in corso presso il tribunale di Siracusa denominato “Oro Blu”, Giuseppe Marotta, ex amministratore delegato della Sogeas, si è sottoposto all’esame del pubblico ministero, Vincenzo Nitti. Inchiesta formalizzata nel febbraio 2012, in cui è stato coinvolto per tentata estorsione in concorso con l’ex deputato nazionale Luigi Foti. Marotta, che è difeso dal professor Guido Ziccone e dall’avv. Stefano Rametta, ha negato ogni addebito ritenendo che il proprio comportamento fosse legittimamente giustificato dall’incarico ottenuto dall’azienda.

Peculiare attenzione è stata serbata alla posizione di Foti, che Marotta ha definito, essere stato un consulente della Sai8, Società che gestiva il servizio idrico integrato in provincia di Siracusa. Marotta ha precisato che era stata chiesta una prima consulenza per il suo carisma e la sua esperienza politica. Infatti, erano sorti dei problemi nella consegna degli impianti idrici da parte di alcuni piccoli comuni della provincia che intendevano proseguire a gestire gli impianti che avrebbero, invece, al posto della Sai8. L’altra attività di consulenza svolta dall’ex sottosegretario al Tesoro, Foti, per la Sai8 è relativa all’attività dell’allora presidente della Provincia regionale e presidente dell’Ato idrico, Nicola Bono, di controllo a proposito del contratto stipulato con Sai8. La contestazione era sul mancato versamento della fidejussione bancaria e in quella situazione, l’onorevole Foti avrebbe svolto la sua opera di mediazione per trovare un accordo prima della scadenza del termine imposta da Bono che avrebbe comportato la decadenza del contratto.

Nel corso dell’udienza del processo, che si sta celebrando dinanzi al tribunale penale (presidente Ettore Cavallaro, a latere Antonio Dami e Federica Piccione), i legali, Bruno e Nino Leone, hanno prodotto altra documentazione a difesa di Foti. Si tratta della sentenza di patteggiamento emessa lo scorso anno a carico degli amministratori della Sai8 per bancarotta fraudolenta, la sentenza del giudice monocratico Carla Frau sullo sversamento dei liquami nel porto grande a causa del cattivo funzionamento del depuratore gestito allora da Sai8. La prossima udienza è stata fissata per il 13 settembre e sono stati citati come testi della difesa di Marotta, gli ex sindaci di Siracusa Giambattista Bufardeci e Roberto Visentin, l’ex presidente dell’Ato idrico Nicola Bono, e l’ex presidente di Sai8, Riccardo Lo Monaco.

Inchiesta, che fu portata a termine dai carabinieri del reparto operativo e da quelli della sezione di polizia giudiziaria della Procura di Siracusa, che ne ha curato il coordinamento, nel febbraio 2012, nel quale sono stati coinvolti l’ex sottosegretario Luigi Foti e l’ingegner Giuseppe Marotta, amministratore delegato della Sogeas spa, per la vicenda concernente le presunte irregolarità nella gestione del servizio idrico integrato nella provincia di Siracusa.

Già nel passato il processo fu bloccato dalle difformità dei preliminari.Nel novembre del 2016, il tribunale penale in composizione collegiale (presidente Fabio Mangano, a latere Condorelli e Cannata) si è tenuta l’udienza, dove i legali della difesa, avvocati Bruno e Nino Leone per l’ex deputato Luigi Foti, e Stefano Rametta per l’ing. Giuseppe Marotta, amministratore delegato della Sogeas spa, hanno obiettato sulla nullità del decreto di citazione.
La richiesta dei legali si era imperniata sulla contestazione alternativa avanzata dal pubblico ministero Vincenzo Nitti che ha ipotizzato nei confronti dei due imputati i reati di tentata estorsione o di tentata truffa. L’avvocato Bruno Leone ha fatto notare che questa doppia ipotesi di reato per gli stessi fatti contestati, produce dei seri problemi per la condotta difensiva. I legali della difesa, hanno eccepito anche sulla costituzione di parte civile di Angelo Isoppo, che nel 2013 era amministratore della Sai8. Ne ha chiesta l’esclusione, fondandola sul fatto che oggi la società, che gestiva il servizio idrico integrato in provincia, è stata dichiarata fallita e, di fatto, non è in attività, quindi, nella buona sostanza, la parte civile non ha più potere di rappresentanza.

C.A.

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