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Francofonte – Stretta sull’abbandono dei rifiuti, inasprite le sanzioni

Con il Decreto-Legge 8 agosto 2025, n. 116, gettare un mozzicone, una lattina o un sacchetto di spazzatura dal finestrino dell’auto non sarà più una leggerezza punita con una semplice multa: può diventare un reato con conseguenze penali pesanti. La norma, pensata per contrastare l’abbandono dei rifiuti e i danni ambientali, è anche uno strumento di sicurezza stradale. Sulla questione interviene Daniel Amato, Comandante di Polizia Locale di Francofonte e docente universitario di Diritto dell’Ambiente, noto per le importanti ricerche accademiche svolte in tema di applicazione della legge sugli ecoreati e sulle c.d. “Ecomafie” . Finalmente, afferma Daniel Amato, con il decreto  si riconosce che abbandonare un rifiuto non è un gesto innocuo, ma un atto che può mettere a rischio vite umane e danneggiare in modo grave l’ambiente, non parliamo solo di decoro urbano: un oggetto lanciato da un veicolo in marcia può colpire un motociclista, provocare incidenti a catena o finire in un corso d’acqua, diventando un pericolo ambientale. Oggi abbiamo strumenti concreti, dalle telecamere ai controlli incrociati, per individuare i responsabili anche giorni dopo il fatto. «Per i rifiuti non pericolosi – un fazzoletto, un mozzicone – si può arrivare a1.188 euro di multa. Se si tratta di lattine, bottiglie o sacchetti, si entra nel penale: ammenda da1.500 a 18.000 euro e segnalazione alla Procura. Nei casi aggravati, come il lancio vicino a fiumi, aree protette o zone già inquinate, scatta l’arresto – anche entro 48 ore – e pene da sei mesi a cinque anni e mezzo, fino a sette anni nei casi più gravi». «Per i reati penali  prevista la sospensione della patente fino a sei mesi. Se l’illecito avviene con un mezzo aziendale, può scattare la confisca del veicolo, a meno che appartenga a un soggetto del tutto estraneo. Inoltre, se il gesto è compiuto da un dipendente alla guida di un mezzo dell’azienda, anche il titolare può essere indagato per omessa vigilanza, con pene fino a cinque anni e sei mesi». Il decreto punta anche ai casi di scarico organizzato di rifiuti, con l’obiettivo di colpire in modo duro chi utilizza auto, furgoni o camion per scaricarli, in campagne, aree industriali dismesse o zone naturali. In questi casi la reclusione va da uno a cinque anni, e nei casi aggravati da un anno e sei mesi a sei anni. Un chiaro avvertimento: la strada dell’impunità è finita, sul territorio le telecamere fungeranno da sentinelle, chi compirà l’infrazione riceverà la sanzione a casa.

By Redazione

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