Una raccolta firme per non vivere più nella paura. Stamattina è stata depositata al Comune di Siracusa la raccolta firme per la sicurezza antincendio di Epipoli e Pizzuta.
I cittadini uniti dei quartieri Epipoli e Pizzuta hanno chiesto interventi urgenti e strutturali contro il rischio incendi che, da anni, interessa una delle aree più esposte della città.
L’iniziativa che, in poche settimane ha raccolto un ampio consenso tra i residenti, è stata promossa da Dott.ssa Valentina Cassia, Salvino Boscarino e Sebastiano Campisi, con il contributo di numerosi residenti e nasce dalla preoccupazione per la presenza di terreni incolti e aree abbandonate, sia di enti pubblici sia di privati.
Terreni che spesso confinano con abitazioni, attività commerciali e infrastrutture viarie.
Interventi del Comune, ma ancora tanto da fare
Una paura legata non a un’emergenza occasionale, dunque, bensì a una situazione reiterata ogni estate. Il Comune provvede regolarmente a diffidare e intimare i proprietari alla pulizia e messa in sicurezza dei terreni, anche se in molti casi i provvedimenti rimangono senza seguito e le aree rappresentano sempre un grave pericolo.
In molte circostanze, gli stessi cittadini hanno sostenuto le spese ed effettuato opere di decespugliamento nelle zone accessibili. Oppure hanno parlato con gli uffici competenti per ottenere un intervento, spesso senza risultati concreti e con tempi incompatibili con l’inizio della stagione estiva.
Il pericolo della zona Epipoli Pizzuta
Quel che desta maggiore preoccupazione sono le abitazioni che si affacciano sul burrone tra Epipoli e Pizzuta, dove la vegetazione incolta è un potenziale combustibile naturale.
Quest’area, nel luglio 2023 ha subito un incendio devastante con le fiamme arrivate dentro alcune abitazioni. In quella stessa giornata ci sono stati un deposito di auto usate in fiamme, una struttura ricettiva evacuata, una pizzeria circondata dal fuoco e un distributore di carburante lambito dalle fiamme.
Le richieste avanzate dai cittadini
Tra le richieste avanzate dai cittadini vengono citate soprattutto:
- la mappatura delle aree a maggiore rischio incendio
- la manutenzione periodica dei terreni
- la realizzazione di fasce tagliafuoco
- la ricerca di finanziamenti straordinari
- l’inserimento di un piano organico di prevenzione nel prossimo appalto per la gestione del verde pubblico, affinché vengano monitorate e mantenute in sicurezza anche le numerose aree di proprietà comunale.
- l’istituzione di una squadra dedicata alla vigilanza e al controllo dei terreni incolti, con il compito di verificare il rispetto delle ordinanze comunali e applicare le sanzioni previste nei confronti dei proprietari che, nonostante le diffide ricevute, continuano a non provvedere alla pulizia delle proprie aree.
Un percorso di collaborazione con le istituzioni
L’obiettivo della petizione è costruire un percorso di collaborazione tra cittadini, Comune, Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Prefettura, Libero Consorzio e tutti gli enti competenti. I promotori ribadiscono la disponibilità dei residenti a partecipare ai tavoli tecnici e a sostenere ogni iniziativa utile alla prevenzione del rischio incendi.
«La sicurezza – dicono i promotori – non può essere affidata all’emergenza o alla buona volontà dei singoli cittadini. Ogni estate migliaia di persone vivono con il timore che un incendio possa raggiungere le proprie case. È arrivato il momento di programmare interventi permanenti e garantire una reale prevenzione».
