La natura si ribella e diventa marea che inghiotte tutto ciò che ha intorno a sé. L’alluvione tra Tibet e Nepal ha dimostrato quanto il clima sia allo stremo; a provocarlo il collasso di un ghiacciaio avvenuto il 26 agosto.
A darne conferma l’Istituto di geologia statunitense, secondo il quale il terremoto di magnitudo 5.2 è stato provocato dal crollo di un ghiacciaio e da una colata di detriti con conseguenze catastrofiche a valle.
Al momento il numero delle vittime e dispersi è incerto. Secondo i dati del sito Dove siamo nel mondo dell’Unità di crisi della Farnesina, ci sarebbero almeno 90 italiani. Nel frattempo gli Stati Uniti stanziano 500 mila dollari di aiuti per la popolazione colpita.
Le autorità cinesi invece hanno riferito che 260 delle 558 persone disperse sono cittadini stranieri, secondo quanto riportato dalla Cctv. Il Nepal ha riferito che 468 turisti e viaggiatori, tra cui 393 stranieri, risultavano ancora irreperibili.
Mentre sarebbero 165 i corpi recuperati dalle autorità nepalesi dopo le devastanti alluvioni provocate dalle forti piogge nel distretto di Rasuwa e nelle aree circostanti. Lo ha riferito il National Emergency Operation Centre del ministero dell’Interno, citato da Nepal News. Le vittime sono state recuperate in diversi distretti a valle:
- 65 a Chitwan,
- 27 a Dhading,
- 26 a Nawalparasi (Bardaghat Susta Purba),
- 20 a Gorkha,
- 12 a Nuwakot,
- nove a Tanahun,
- cinque a Nawalparasi (Bardaghat Susta Paschim)
- due a Rasuwa.
Il cambiamento climatico che fa ribellare madre natura
Alla base di tutto il distacco di un ghiacciaio, un estremo improvviso chiamato Golf (Glacial Lake Outburst Flood) difficile da prevedere, come spiegato all’Adnkronos da Daniele Giordan, dirigente di ricerca presso l’Istituto di Geoscienze (Geo) del Consiglio nazionale delle Ricerche. Un evento scatenante che “è in grado di coinvolgere in maniera repentina un grosso quantitativo d’acqua creando un’onda di piena con capacità erosive molto importanti e capace di trasportare detriti e blocchi di notevoli dimensioni”.
Fra le cause il riscaldamento globale che ha accelerato il ritiro dei ghiacciai, causando la formazione e l’espansione di laghi glaciali e, secondo un articolo di Nature “il 65% della massa di ghiaccio sulle montagne in Asia potrebbe sparire entro il 2100”.
