SIRACUSA – Le scosse di terremoto giudiziario provoke dall’Inchiesta “Nexus” travolgono la politica e l’amministrazione comunale di Siracusa. All’indomani dell’esecuzione delle misure cautelari ordinate dal Gip, Michele Mangiafico, leader del movimento Civico4 e portavoce dei Fari 80, 131 e 135 di Controcorrente, lancia un perentorio appello alle istituzioni di garanzia, chiedendo l’intervento formale della Prefettura di Siracusa.
Richiamando il recente report dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) sugli illeciti negli appalti pubblici – che colloca la Sicilia e la Calabria tra le regioni a più elevato rischio corruttivo – Mangiafico avverte sul pericolo che il “sistema” emerso dalle indagini possa rappresentare solo la punta dell’iceberg.
«Somme urgenze, frazionamenti e bando sartoriali»: il nodo gestione appalti
L’inchiesta, secondo Mangiafico, impone una verifica a 360 gradi sulle modalità operative adottate dall’amministrazione e dai dipartimenti tecnici negli ultimi anni.
«L’inchiesta Nexus non può non interrogarci sulla presenza di prassi distorte tipiche del sistema corruttivo anche nella nostra città – sottolinea il leader civico –. Parliamo dell’uso improprio della somma urgenza per interventi ordinari per evitare le gare, del continuo frazionamento dei bandi sotto soglia, della mancanza di adeguate motivazioni tecniche e del sistematico ricorso ai debiti fuori bilancio da far riconoscere in Consiglio comunale. Senza contare l’inserimento nelle gare di requisiti così stringenti da ridurre volutamente il numero di concorrenti».
L’intercettazione del sindaco e la richiesta d’accesso agli atti
A sollevare forti dubbi è anche un passaggio dell’ordinanza di custodia cautelare, nel quale viene riportata una conversazione intercettata tra il primo cittadino di Siracusa e un assessore della sua giunta, durante la quale il sindaco avrebbe fatto espresso riferimento ad alcuni “metodi” in uso tra funzionari comunali.
«Su questo punto chiediamo che il sindaco chiarisca pubblicamente e senza ritardo cosa intendesse con quelle parole e quali contromisure abbia eventualmente adottato – incalza Mangiafico –. Temiamo che le ferite inferte al buon andamento della pubblica amministrazione siano profonde. Per questo chiediamo ufficialmente che la Prefettura attivi i propri poteri di accesso agli atti presso il Comune di Siracusa per accertare se vi siano stati condizionamenti o collegamenti con logiche illegali a tutela dell’interesse della collettività».
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