Svolta sulle violenze a Milano: fermato l’ideatore del “Movimento 17 ottobre”, ipotizzati legami con gli hacker filorussi

Attacco combinato alle piazze ed ai siti istituzionali: la Procura di Milano blocca il trentenne Youssef Siher. Contestati reati di terrorismo e la nuova fattispecie di violenza organizzata. Indagata anche la moglie.
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MILANO – Un’operazione congiunta della Digos e della Polizia Postale ha portato al fermo d’urgenza di Youssef Siher, 30 anni, ricercatore universitario, politologo e giornalista freelance di origine marocchina. Il giovane è considerato dagli inquirenti della sezione distrettuale antiterrorismo della Procura di Milano la “mente” ed il fondatore del “Movimento 17 ottobre”, la sigla finita al centro delle indagini per gli scontri ed i disordini che hanno devastato il centro del capoluogo lombardo nei giorni scorsi.

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Il trentenne, trasferito in carcere dopo il primo interrogatorio in Questura, è stato rintracciato nella mattinata di sabato localizzando il telefono della moglie, dato che il suo cellulare risultava spento.

Le accuse: dal terrorismo alla “violenza organizzata”

I capi d’imputazione formulati dai magistrati milanesi nei confronti di Siher sono di estrema gravità:

  • Terrorismo ed eversione (Art. 270-bis c.p.): Contestata la promozione ed organizzazione di associazioni dirette a compiere atti di violenza con finalità eversive;
  • Violenza organizzata nelle manifestazioni: Applicata la nuova fattispecie di reato introdotta dal recente Decreto Sicurezza;
  • Istigazione a delinquere ed apologia via social: Contestata la diffusione di messaggi d’odio ed inviti all’azione violenta attraverso i canali telematici.

Insieme a Siher risulta indagata in concorso anche la moglie, 32 anni, mediatrice interculturale di origini libanesi residente a Como. Secondo la ricostruzione degli investigatori, la coppia gestiva in via esclusiva le pagine Instagram e Telegram del movimento, capaci di raggiungere un bacino di oltre 150.000 utenti. Il tempestivo intervento delle forze dell’ordine ha impedito la pubblicazione delle indicazioni operative con i punti di ritrovo pianificati in 8 città italiane (Milano, Roma, Bologna, Torino, Genova, Firenze, Padova e Bari).

La pista russa e la saldatura con gli hacker di Noname

L’inchiesta rivela uno scenario di sicurezza nazionale particolarmente complesso. Dalle analisi telematiche è emersa l’ipotesi di una saldatura strutturata tra il Movimento 17 ottobre ed i gruppi di hacker filorussi (tra cui Noname057(16) e Dark Storm Team).

Il piano coordinato prevedeva un attacco congiunto da attuare nella giornata del 24 ottobre: alla guerriglia di piazza si sarebbe affiancata un’ondata di attacchi informatici DDoS volti a paralizzare i portali istituzionali italiani, i sistemi della Difesa e le reti di videosorveglianza urbana. Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente russo Vladimir Putin, respingendo ogni addebito di ingerenza nei Paesi europei. Parallelamente, la Procura di Genova sta svolgendo verifiche per escludere eventuali connessioni con precedenti inchieste sui canali di finanziamento esteri ad Hamas.

Le reazioni dei ministri Piantedosi e Crosetto

Il fermo dell’ideatore del movimento ha suscitato un’immediata eco politica e le prese di posizione dei vertici del Governo:

«L’individuazione del trentenne testimonia le grandi capacità dei nostri investigatori. Il messaggio dello Stato è chiaro: non ci saranno zone franche né anonimato garantito dietro i social o un passamontagna per chi organizza rivolte ed aggressioni».

— Matteo Piantedosi, Ministro dell’Interno

«Complimenti alla Polizia ed al collega Piantedosi. L’ideatore del movimento non era un emarginato ma una persona molto introdotta, che ha frequentato il gotha dell’intellighenzia e lavorato per quotidiani ed enti pubblici. E si sono visti i risultati».

— Guido Crosetto, Ministro della Difesa

Siher, che di recente lavorava anche come valutatore di dati per la startup americana di intelligenza artificiale Mercor, aveva firmato in passato analisi e contributi saggistici sul disagio delle periferie e sul tema del razzismo sistemico in Italia.

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