Paraguay, travolto dal crack Ueno Bank: sbandato il governo dopo la destituzione del presidente Peña, violenti scontri ad Asunción

Voto unanime del Senato per l'impeachment di Santiago Peña. Tentata irruzione nella sua abitazione: l'ex capo di Stato trasferito in una caserma militare per sicurezza.
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ASUNCIÓN – Non si placa la violenta ondata di sdegno e protesta che sta scuotendo il Paraguay a seguito del drammatico dissesto del colosso bancario Ueno Bank. Nemmeno la storica decisione del Senato, che ha votato all’unanimità la destituzione del presidente della Repubblica Santiago Peña al termine di una rapida procedura di impeachment, è servita a calmare la piazza.

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Nella notte tra il 6 e il 7 novembre, la tensione si è trasformata in guerriglia urbana nel cuore di Asunción. Una folla inferocita di correntisti e risparmiatori ha tentato di fare irruzione nell’abitazione privata dell’ex capo dello Stato per contestare la misura degli arresti domiciliari, vista dall’opinione pubblica come un privilegio intollerabile. Gli scontri con le forze dell’ordine – che hanno impiegato lacrimogeni e proiettili di gomma – hanno provocato diversi feriti e contusi su entrambi i fronti, costringendo i vertici della sicurezza a evacuare d’urgenza Peña per trasferirlo al Reggimento di scorta presidenziale, una struttura militare protetta.

L’impeachment al Senato e le conseguenze penali

La svolta politica è arrivata a seguito del giudizio politico promosso in Parlamento: tutti i 44 senatori presenti hanno votato a favore della rimozione di Peña per grave violazione ed adempimento insufficiente delle funzioni. Si tratta del secondo presidente rimosso via impeachment nella storia recente del Paese sudamericano dopo Fernando Lugo nel 2012.

  • Il presunto conflitto d’interessi: Al centro delle accuse figurano i legami diretti di Peña con il gruppo proprietario di Ueno Bank e il presunto uso dell’influenza governativa per indirizzare massicci depositi pubblici verso l’istituto.
  • Perdita dell’immunità: Con la destituzione per giudizio politico, Peña perde il diritto costituzionale a diventare senatore a vita (carica riservata agli ex presidenti eletti), restando così sprovvisto dello scudo dell’immunità parlamentare di fronte all’inchiesta della magistratura.
  • La difesa: I legali dell’ex presidente negano ogni addebito penale e denunciano irregolarità procedurali e la violazione dei tempi minimi di difesa durante l’impeachment.

Il crack Ueno Bank: 2,9 milioni di clienti e fondi pensione a picco

A scatenare la rabbia popolare è stato l’improvviso commissariamento di Ueno Bank disposta dal Banco Central del Paraguay il 3 novembre, dopo la scoperta che l’indice di solvibilità era crollato a meno della metà del minimo legale. Un crac di proporzioni sistemiche: l’istituto contava oltre 2,9 milioni di clienti in una nazione di appena 6,1 milioni di abitanti.

A peggiorare il quadro c’è il coinvolgimento dell’Instituto de Previsión Social, il fondo previdenziale statale che vi aveva collocato ben 355 milioni di dollari, bloccando di fatto le pensioni e i servizi finanziari primari per milioni di famiglie. Nel frattempo, si è dimesso anche il governatore della Banca Centrale, Carlos Carvallo, mentre la magistratura ha aperto un fascicolo per presunti prestiti illeciti e scoperti irregolari concessi alle società collegate al gruppo.

Il vicepresidente Pedro Alliana ha già giurato come nuovo presidente e rimarrà in carica per completare il mandato fino all’agosto 2028. La sua priorità assoluta sarà ora quella di gestire lo sblocco dei depositi per evitare un definitivo tracollo economico del Paese.

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