Approfondimento scientifico e grandi emozioni ieri all’incontro annuale dei Medici siracusani con la città


Siracusa- “Fare il medico è diverso da essere medico”. In una frase il presidente dell’Ordine dei Medici di Siracusa, ieri sera, nella sua dettagliata analisi introduttiva, è riuscito a sintetizzare l’obiettivo informativo della scelta del tema conduttore della 4° edizione dell’evento “L’Ordine incontra la città”, vale a dire “Tra tecnologia e prevenzione: il nuovo rapporto tra medico e paziente”.

Con una relazione dettagliata, Anselmo Madeddu ha, infatti, spiegato come il “dottor Internet” non può assolutamente assumere il ruolo di diagnosta, perché alla base di una diagnosi c’è sicuramente la conoscenza, frutto di anni di studio e di esperienze sul campo, e questa deve essere filtro di ogni informazione, specie quando le notizie vengono spacciate per scientifiche dalla rete. Rete che può, dunque, nascondere insidie e creare “ansie”, spesso inutili, nei pazienti che credono di aver ottenuto un vero consulto, ma non posseggono la necessaria formazione per riconoscerle ed evitarle.

Da qui, la necessita di risaldare lo storico rapporto tra medico e paziente, che va corroborato e coadiuvato anche attraverso l’interazione digitale, senza però prescindere dal rapporto umano e di fiducia.

Fiducia e stima che, ancora una volta, la popolazione siracusana ha dimostrato di avere nei confronti della categoria professionale dei medici, a giudicare dai tanti cittadini che ieri sera, accanto alle principali autorità civili, religiose e militari del territorio, non hanno fatto mancare la loro presenza all’appuntamento annuale, in uno stracolmo salone Laudien a Villa Politi.

Quella di ieri si è confermata come una suggestiva maratona di emozioni, che si sono alternate nei vari momenti clou del programma, arricchito da approfondimento scientifico a da 4 cerimonie importanti e spettacolari, che hanno avviato una staffetta ideale tra vecchia e nuova generazione di medici: la consegna dei caducei d’oro ai medici laureati 50 anni fa, il giuramento d’Ippocrate dei giovani medici, i riconoscimenti ai primari emeriti e la sfida, a cinque, per aggiudicarsi il podio della 3° edizione del Premio Testaferrata.

A vincere questo ambito Premio per i neo-laureati in medicina, che è occasione per evidenziare il lavoro di ricerca alla base delle loro tesi di laurea, quest’anno è stata Maria Carmen Ponte, con la dissertazione di uno studio sul “BLOOD BRAIN BARRIER: A NEW TARGET FOR PHARMACOLOGICAL INTERVENTION IN ALZHEIMER’S DISEASE”.

Al secondo posto Maria Lo Nigro, che ha parlato di fecondazione assistita “ASSISTED REPRODUCTIVE TECHNOLOGY AND PREMATURITY: OUTCOMES IN A COHORT OF VERY LOW BIRTH WEIGHT NEWBORNS

Tra i 5 finalisti:

Edoardo Nobile, che ha discusso del CONFRONTO DEI CRITERI SIRS E SOFA, DI PROCALCITONINA E MID REGIONAL PRO-ADRENOMEDULLINA NELLA DIAGNOSI E PROGNOSI DI SEPSI: NUOVO ALGORITMO DIAGNOSTICO”.

Alice Salamone, che ha illustrato il suo lavoro sulla “DISFORIA DI GENERE (DG): TEORIE CLINICHE E TECNICHE CHIRURGICHE DELLA RIATTRIBUZIONE SECONDARIA DI SESSO NELLE VOLTURE GINO-ANDROIDI E ANDRO-GINOID” e Paolo Randone che ha approfondito sulla “ DIAGNOSI E TERAPIA DELLA SIADH (SINDROME DA INAPPROPRIATA SECREZIONE DI ADH)”.

I primari emeriti premiati, invece, sono stati Antonio Cappellani, neuropsichiatra; Michele Stornello, medico internista e Giuseppe Daidone, nefrologo.

La lectio magistralis è stata affidata, quest’anno, al noto nutrizionista Giorgio Calabrese, che ha sottolineato come accanto ad uno stile di vita sano, improntato su una dieta mediterranea, equilibrata, il segreto della longevità di ogni nazione sta proprio nella preparazione di una buona classe medica. L’Italia- ha sottolineato il docente universitario e presidente della commissione Sicurezza alimentare del Comitato di Sicurezza alimentare del Ministero della Salute – gode di una delle migliori e più preparate classi mediche al mondo”.

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