Il furto al Museo accascina di Messina avvenuto a Ferragosto, con indagini ancora in corso, apre nuove riflessioni, un allarme e un appello, come quello da parte di Italia Nostra, sulla sicurezza.
In particolare, quella del patrimonio culturale, priorità costante dell’azione politica e non sporadica e solo per fatti di cronaca avvenuti. Questo perché sostiene Italia Nostra “La tutela del patrimonio è una questione culturale: senza cittadini capaci di “leggere”, riconoscere e amare le opere d’arte, anche i sistemi di sicurezza più sofisticati restano un argine parziale.
Eppure, nella scuola italiana, l’educazione al patrimonio e, in particolare, l’insegnamento della Storia dell’arte occupano da tempo un ruolo ancillare rispetto ad altre discipline“.
Storia dell’arte come materia di essenza umana da studiare
Proprio la storia dell’arte, a pari merito con lingua e letteratura italiana, dovrebbe essere presente in tutti gli ordini e gradi di scuola perché “permette di entrare in relazione con l’essenza profonda della nostra umanità“.
Italia Nostra fa presente che non si tratta di un tema nuovo: già nel 1967, all’interno della Commissione Franceschini che per prima definì in Italia la nozione di ‘bene culturale’, fu lo storico dell’arte Carlo Ludovico Ragghianti a coordinare l’indagine sulla formazione degli specialisti e degli insegnanti di Storia dell’arte, insistendo sulla necessità di rafforzare questo presidio educativo come parte integrante e non accessoria della tutela del patrimonio.
Un’indicazione che, quasi sessant’anni dopo, resta in larga parte disattesa nella scuola italiana.
Patrimonio culturale da non ridurre a mera risorsa artistica
Oltre a questo aspetto si aggiunge quello della riduzione del patrimonio culturale a risorsa turistica ed economica, “secondo quella logica del ‘petrolio d’Italia’ – prosegue Italia Nostra -che da decenni orienta molte politiche pseudoculturali. In questa visione, musei e centri storici rischiano di essere pensati soprattutto come attrattori di flussi turistici, piuttosto che come luoghi di conoscenza, memoria e cittadinanza. È una prospettiva che può condizionare anche le politiche di tutela e sicurezza.
Un’opera, infatti, percepita solo come attrazione turistica o commerciale rischia di non ricevere la considerazione che merita come bene culturale, la cui perdita costituisce una ferita alla memoria individuale e collettiva. Anche per questo la sicurezza dei musei, dice Italia Nostra, non può essere disgiunta da una visione più ampia per restituire al patrimonio il suo valore civile e culturale, prima ancora che turistico.
Il furto al Museo Accascina con l’allarme dato da alcuni cittadini, che si sono accorti di due tavole abbandonate lungo la recinzione esterna della struttura, testimonia la consapevolezza diffusa del valore del patrimonio culturale e l’educazione al patrimonio come presidio di tutela.
Stato di sicurezza dei musei più solido
L’obiettivo principale sostiene Italia Nostra è rendere più solido, trasparente e verificabile lo stato di sicurezza di tutti i musei dell’Isola, colmando il divario con il resto del Paese. Fin dal 2001 il Ministero della Cultura ha individuato nell’analisi del rischio l’approccio di riferimento per la sicurezza museale a cui segue nel 2026 la creazione dell’Istituto centrale per la gestione dei rischi del patrimonio culturale (ICRI).
Inoltre, le indicazioni presenti nel nuovo Codice Etico ICOM per i Musei, approvato il 25 giugno 2026 a Parigi, definiscono gli standard di sicurezza, conservazione e gestione del rischio che ogni istituzione museale e il suo staff devono garantire per tutelare il patrimonio culturale affidato. Appare quindi quanto mai urgente attivare una ricognizione tempestiva sullo stato della sicurezza dei musei siciliani, verificando:
- impianti,
- sistemi di allarme e videosorveglianza,
- vigilanza,
- modalità di custodia delle opere e procedure di emergenza, con attenzione agli istituti più esposti o dotati di minori risorse.
Occorre inoltre rafforzare la presenza di operatori della vigilanza adeguatamente formati e con competenze specifiche nel settore dei beni culturali, affiancando ai sistemi di sicurezza tradizionali strumenti tecnologici più avanzati, compresi sistemi di tracciamento elettronico per le opere di particolare rilevanza o vulnerabilità.
Tecnologia come soluzione più efficace
Nell’intervista rilasciata oggi a la Repubblica, l’assessore regionale ai Beni culturali Francesco Paolo Scarpinato ha dichiarato di non escludere il ricorso alla vigilanza armata nei musei siciliani. Italia Nostra non ritiene che le guardie armate rappresentino la soluzione più efficace che rischia di diventare una risposta emergenziale, dettata dall’onda emotiva del furto, più che come l’esito di una strategia strutturale e duratura.
La priorità dovrebbe essere un salto di qualità tecnologico e organizzativo con:
- sistemi di videosorveglianza intelligenti,
- sensori antintrusione,
- controllo degli accessi,
- collegamenti diretti con le forze dell’ordine,
- monitoraggio da remoto e sistemi di sicurezza integrati
“Se le risorse ci sono, come lo stesso assessore afferma, perché sino ad ora non sono state investite secondo un progetto coerente e organico per la tutela?” Questa attenzione va estesa anche una tutela diffusa su tutto il territorio, considerando anche il patrimonio storico-artistico delle chiese e degli edifici religiosi nelle città, nei paesi e nei piccoli borghi dell’entroterra, spesso privi di qualunque presidio di sicurezza. A tal proposito, sul patrimonio ecclesiastico la Regione ha competenza di tutela, se non altro impartendo linee guida e verificando con il proprio personale che siano osservate le norme di sicurezza.
Investire nella sicurezza e nell’educazione al patrimonio sono, in fondo, due aspetti della stessa responsabilità collettiva. È questo il senso dell’articolo 9 della Costituzione, che pone tra i principi fondamentali della Repubblica la promozione dello sviluppo della cultura e la tutela del patrimonio storico e artistico: una responsabilità che lega indissolubilmente la conoscenza del patrimonio alla crescita morale e civile del Paese.
