Industrie e veleni. I residenti delle contrade Bagali, Santa Catrina, Baratti e Sabbuci ritornano su inquinamento selvaggio e discariche

“Il territorio siracusano è invaso da impianti industriali e discariche velenose d’ogni genere, abbandonato al proprio destino. Una costa assassinata lunga circa 30 km sul litorale che da Siracusa arriva fino ad Augusta, per inserirsi nell’entroterra di Priolo, Melilli, Villasmundo, Lentini e Carlentini che ha subito negli anni una tale violenza fisica sulla natura che ha reso oramai assodato nelle coscienze dei cittadini e la convivenza con gli impianti inquinanti. A scrivere e protestare sono ancora una volta i residenti delle contrade Bagali, Santa Catrina, Baratti, Sabbuci che reclamano il diritto alla vita, dove da oltre 70anni la difesa degli esseri umani, della flora e della fauna, non vale niente.

“Proteste a parole, risentimenti, denunce, ma tutto molto blando e nella perplessità e il timore che tali azioni potrebbero compromettere i posti di lavoro, che in maniera vergognosa sono stati tranquillamente scambiati con la tutela della salute. Sia il lavoro sia i posti di lavoro sono garantiti dalla Costituzione, ma ad onor del vero la tutela della salute nella gerarchia dei valori della persona dovrebbe avere la supremazia sugli altri valori per la conservazione della specie.

La popolazione è succube delle decisioni del potere politico in favore degli industriali. Il Comitato “No Discariche” di Bagali si batte da sempre per la tutela dell’ambiente. Sono state fatte diverse denunce agli organi competenti, a volte con riscontro e altre volte senza alcun riscontro salvo qualche parola di cortesia.

“Nella zona Bagali, Santa Catrina, Baratti, Sabbuci, territori ubicati geograficamente nel territorio di Melilli, ma che in parte ricadono nel territorio di Augusta, vi è la presenza di varie discariche (CISMA Ambiente, Morello ,Aprile, e tante altre eccetera) alcune sotto sequestro preventivo, altre chiuse e altre addirittura in fase di apertura di cui non si conosce ne il progetto e nel e date di realizzazione in quanto i cartelli sono stati rimossi. A parte le discariche, nella stessa zona insistono diversi pascoli e spesso si verificano, in estate, incendi dovuti sia alla rifacimento dei pascoli e sia all’incuria. La presenza industriale insieme a quella agricola ne fanno di tali territori zone ad alta produzione ed anche rischio. In particolare, la Esso, dopo gli incendi nei propri terreni che hanno danneggiato anche quelli viciniori, ha provveduto solamente a ripulire quelli di sua proprietà, ma non ha risposto alle sollecitazioni dei proprietari dei terreno confinanti danneggiati i quali hanno denunciato a chi di dovere l’accaduto.

“Alla luce, di ciò, i componenti del comitato hanno inviato una serie di esposti dopo aver onorato una serie di incontri con le istituzioni dove hanno esposto l‘esistenza di seri problemi nella zona. Non ultimo quello fatto in prefettura nel settembre 2017, dove la stessa si era impegnata ad aprire un tavolo di confronto sui seguenti temi: Cattivi odori provenienti dalle discariche; Pascoli abusivi ed incendi derivanti; Illuminazione assente negli svincoli di Sortino-Pantalica, Melilli, e Priolo di competenza della Provincia di Siracusa o libero consorzio; rifiuti negli angoli della strada; assenza di prevenzione e controllo sulle discariche presenti.

Infatti, per questo ultimo punto i comitati ambientalisti si sono spesi affinché gli enti competenti (provincia, ARPA, Prefettura) vigilassero di più al fine di controllare i rifiuti trattati, le procedure e il rispetto dei limiti di legge. Il Caso CISMA, del quale vi è un processo in corso per traffico illecito di rifiuti e trattamento non a norma degli stessi, deve insegnare che l’assenza di controlli preventivi può condurre a generare disastri ambientali che forse solo in futuro remoto potranno essere rimossi. Dalla Prefettura, e dai sindaci di Augusta (che nessuno aveva informato che la discarica Morello insiste sul territorio augustano) aspettiamo ancora una convocazione per farci sapere come stanno alcuni punti sulla gravità del territorio abbandonato; i problemi diventano seri e si parla solo per qualche giorni dopo un evento catastrofico o uno scandalo che la magistratura scopre tra silenzi e connubi, ma per la risoluzione dei problemi, non si parla mai più.

“Nel Caso di CISMA – scrivono ancora i residenti – anni e anni di sotterramento di rifiuti pericolosi, hanno generato una montagna di cui non conosceremo gli effetti presenti e futuri. Lo stesso vale per altre discariche in corso di apparente Bonifica nella discarica denominata Aprile, dove è comparso un cartello di Bonifica ma i lavori on sembrano iniziare mai.

“I residenti delle contrade Bagali, Sabbuci, Baratti chiedono di far luce sulle discariche presenti nella zona, o se ci sono in istruttoria altre autorizzazioni di nuove discariche o di eventuali bonifiche. La questione ambientale in Sicilia è divenuta di massima importanza. L’Isola si ritrova ultima nella classifica delle regioni italiane per livello percentuale di raccolta differenziata, non raggiungendo il 20%, e per alcune città, quali Siracusa, addirittura non si arriva neanche al 5%, mentre una direttiva del 1975 della U.E. (direttiva 75/442 ) già imponeva agli stati membri di promuovere la riduzione dei rifiuti, il recupero e il riuso e all’art. 7 la “razionalizzazione” della raccolta, della cernita e del trattamento, si impegna poco per migliorare. Nonostante quest’arretratezza sul ciclo dei rifiuti ormai da quasi mezzo secolo, rispetto all’Europa, si continua a perpetrare il danno al territorio siciliano, che in barba a ogni regola comunitaria e comportamento logico, continua a scaricare i rifiuti in maniera indifferenziata nelle discariche.

“Il comitato Bagali, che si batte per la difesa del territorio di Melilli, insieme ad altre associazioni, oltre ai rilievi fatti sulla ormai nota discarica CISMA, che da sito per il trattamento di rifiuti speciali, con decretazione di urgenza e senza preventiva AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) è diventata anche un sito per la ricezione di rifiuti solidi urbani, punta il dito su una politica locale e regionale, che ancorché difendere il territorio e la preservazione della natura, ha aperto le porte ad ogni forma di industrializzazione selvaggia e fuori dalle regole europee. Inoltre, i membri del Comitato Bagali di Melilli, ripresentano alla pubblica opinione e alle istituzioni tutte, come il territorio industriale della provincia di Siracusa, già stato devastato pesantemente dagli insediamenti industriali petrolchimici del dopoguerra, ha bisogno di una decisa deindustrializzazione e risanamento ambientale che di altri insediamenti industriali.

“Infatti, tanti politici siracusani, melillesi, augustani e priolesi si sono fatte le campagne elettorali in questi ultimi 30 anni sbandierando il Piano di risanamento ambientale che avrebbe dovuto salvaguardare il territorio siracusano e di cui non c’è traccia e ,nei fatti, è accaduto il contrario. Si sono portate avanti le richieste dei gestori dei rifiuti indifferenziati e speciali, consentendo, in assoluto silenzio e senza opposizione alcuna, l’installazione di numerose discariche soprattutto nel territorio di Melilli, continuando a distruggere terreni agricoli e alberi utili per l’ossigenazione della zona. I sindaco da sempre hanno fatto orecchio da mercante, come se non fosse un fatto che interessa tutti i cittadini di questa terra diventata di nessuno.

“In Italia, e in Europa si discute sul rifiuto come risorsa (non ultima la trasmissione Petrolio dell’11 Maggio 2017) , e cioè come oggetto da riciclare e dal quale produrre altri oggetti utili (si pensi che da 9 bottiglie di plastica si possono ottenere maglietta di fibra sintetica), mentre in Sicilia, sia il Governo regionale che quelli locali, hanno guardato al rifiuto come un oggetto che anziché essere una risorsa per creare altra risorsa è solo un’oggetto inquinante che distrugge un’altra risorsa e che diventa risorsa solo per il gestore della discarica.

Le discariche indifferenziate distruggono la risorsa rifiuto, e sotterrandola distruggono pure la risorsa terrena-agricola, utile per produrre frutti.

L’attuale Governo regionale, al suo insediamento aveva detto che sarebbe arrivato a raggiungere un livello di raccolta differenziata pari al 60%, ma siamo solo al 20% e che non avrebbe più autorizzato nuove discariche indifferenziate. Bene in questi 5 anni ne sono state autorizzate più di 20.

“Il Comune di Melilli poi, ha avuto un Sindaco che è stato anche Assessore al territorio e Ambiente, che anziché difendere e portare avanti il piano di risanamento ambientale nel territorio di Melilli e favorire la preservazione della natura, ha incoraggiato l’installazione di nuove discariche. Viene da chiedersi per quale ragione? Quali vantaggi hanno portato al territorio tutte le discariche presenti sul territorio di Melilli? Nuovi posti di lavoro? Nuova ricchezza? Nuove tecnologie? Niente di tutto ciò, solo nuova distruzione di terreni fertili e di risorse quali il rifiuto,che una volta interrato non diviene più una risorsa ma un inquinante nocivo. – La Sicilia – concludono i componenti dei comitati – se non cambia mentalità rischia di vedere distrutto il suo patrimonio naturalistico”.

C.A.

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