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Ispra, fotografia della gestione rifiuti in Sicilia

Questo dato regionale positivo, si inserisce in un contesto nazionale che vede una crescita della raccolta differenziata, dal 65,2% del 2022 al 66,6% del 2023. Un’analisi più approfondita della situazione dell’isola rivela però una realtà complessa, caratterizzata da dinamiche territoriali diversificate e da sfide ancora aperte. A livello nazionale, la raccolta differenziata mostra una distribuzione geografica eterogenea: il Nord guida con il 73,4%, seguito dal Centro (62,3%) e dal Sud (58,9%). È incoraggiante notare che tutte le macroaree hanno registrato incrementi rispetto al 2022: +1,6 punti al Nord, +0,9 al Centro e +1,4 al Sud.

La Sicilia ha fatto progressi nella raccolta differenziata arrivando al 55,2% nel 2023. L’andamento della raccolta differenziata nell’isola negli ultimi anni ha mostrato una tendenza molto positiva passando dal 38,5% nel 2019, al 42,3% nel 2020, al 47,5% nel 2021, al 51,5% nel 2022 e infine al55,2% nel 2023.

Questo incremento, seppur significativo, pone però l’isola ancora al di sotto della media nazionale del 66,6%. Un dato interessante emerge dall’analisi della produzione pro capite: in Sicilia si è passati da 458,3 kg nel 2022 a 449,2 kg nel 2023, mentre a livello nazionale si registra un lieve aumento, da 493,6 kg a 496,1 kg. Caltanissetta (382,1 kg) ed Enna (346,8 kg) si distinguono per una produzione pro capite inferiore ai 400 kg.

Il pro capite di raccolta differenziata in Italia è passato da 322 kg nel 2022 a 331 kg nel 2023, mentre in Sicilia è cresciuto da 236 kg a 248 kg. Analizzando le singole province siciliane, emergono dinamiche differenziate:

  • Trapani: Diminuzione della produzione (da 188.592 a 180.640 tonnellate) e aumento della differenziata (dal 77,0% al 78,0%).
  • Palermo: Leggero aumento della produzione (da 558.835 a 559.886 tonnellate) e modesto incremento della differenziata (dal 34,9% al 36,7%).
  • Messina: Calo della produzione (da 269.977 a 261.356 tonnellate) e significativo aumento della differenziata (dal 58,2% al 63,3%).
  • Agrigento: Lieve diminuzione della produzione (da 195.468 a 194.817 tonnellate) e incremento della differenziata (dal 57,4% al 60,9%).
  • Caltanissetta: Riduzione della produzione (da 96.792 a 94.372 tonnellate) e aumento della differenziata (dal 59,8% al 64,5%).
  • Enna: Aumento della produzione (da 51.813 a 53.265 tonnellate) e lieve incremento della differenziata (dal 63,3% al 65,9%).
  • Catania: Marcata diminuzione della produzione (da 528.770 a 495.746 tonnellate) e notevole aumento della differenziata (dal 47,0% al 55,8%).
  • Ragusa: Stabilità nella produzione (da 132.604 a 132.813 tonnellate) e lieve aumento della differenziata (dal 68,1% al 68,3%).
  • Siracusa: Leggero aumento della produzione (da 177.964 a 180.801 tonnellate) e modesto incremento della differenziata (dal 52,4% al 52,7%).

Per quanto riguarda i rifiuti urbani differenziati nei singoli comuni con più di 200.000 abitanti, Catania e Palermo si collocano ancora una volta ai valori più bassi in Italia ma Catania passa dal 22% al 34,7%, facendo rilevare una crescita di quasi 13 punti percentuali mentre Palermo si attesta al 16,9%, con un lieve incremento rispetto al 15,2% del 2022. Messina raggiunge invece un buon risultato posizionandosi al 7° posto con il 55,4% dei rifiuti urbani differenziati, leggermente in aumento rispetto al 53,5% dell’anno precedente.

In conclusione, il quadro siciliano mostra notevoli progressi nella raccolta differenziata e una diminuzione della produzione di rifiuti urbani, ma permangono divari significativi rispetto alla media nazionale e soprattutto tra le diverse province.

By Redazione

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