Minaccia cyber e guerra ibrida: convocato il Comitato per la sicurezza al Viminale dopo le minacce a Tajani

Il ministro Piantedosi convoca il vertice per il 10 novembre. Il ministro Foti: "In corso un atto ostile contro la sicurezza nazionale, indizi portano a Mosca". Tajani alza l'allerta in vista del voto.
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ROMA – La minaccia informatica sale di livello e scuote l’esecutivo nazionale, spingendo le istituzioni a un’immediata risposta coordinata. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha convocato per martedì 10 novembre al Viminale una riunione straordinaria del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Al centro del vertice, l’analisi approfondita dei rischi per la sicurezza nazionale e la tutela dei servizi essenziali legati all’escalation degli attacchi hacker.

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Un allarme che giunge a poche ore dalle notizie riguardanti presunte minacce e taglie comparse sul dark web ai danni del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani e del procuratore di Roma Francesco Lo Voi.

Le dichiarazioni dei ministri: “Una guerra ibrida che punta al voto”

La gravità del quadro emergenziale è stata confermata dalle dichiarazioni di due importanti esponenti del governo rilasciate alla stampa:

  • Tommaso Foti (Affari Europei): In un’intervista al Corriere della Sera, Foti parla apertamente di una guerra ibrida in corso: “Se un agente esterno modifica la temperatura dei frigoriferi dove sono custoditi gli alimenti o il sangue, significa che è in corso un atto ostile contro la nostra sicurezza nazionale”. Sull’origine delle offensive, Foti aggiunge: “In attesa dell’analisi dell’intelligence, tre indizi fanno una quasi prova. Non mi sento di escludere la matrice russa legata al nostro sostegno all’Ucraina.”
  • Antonio Tajani (Esteri): Intervistato da Il Giornale, Tajani ha rassicurato sulla tenuta delle difese cibernetiche, confermando la massima allerta per la sicurezza personale e della propria famiglia. Per il titolare della Farnesina, la matrice di questi attacchi punta a condizionare la democrazia: “In vista delle prossime scadenze elettorali ci sarà un tentativo sistematico di condizionare l’opinione pubblica e dividere gli europei attraverso la disinformazione”. Tajani ha annunciato che porterà il tema al prossimo G7 Esteri per coordinare una risposta collettiva.

Prevenzione, difesa e l’uso improprio dell’IA

Entrambi i ministri hanno difeso la necessità di proseguire negli investimenti per la difesa cibernetica, sottolineando come proteggere le infrastrutture digitali equivalga a proteggere scuole, ospedali e servizi essenziali per i cittadini.

Infine, Tajani ha lanciato un monito sull’uso dell’intelligenza artificiale in politica e in campagna elettorale (con un richiamo all’episodio dell’immagine fake diffusa dal presidente del PD Bonaccini): “Utilizzarla per manipolare la realtà e dimostrare una tesi falsa alimenta la disinformazione. Delegittimare chi rappresenta il Paese nel mondo è un atto grave.”

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