Una prima svolta nella vicenda riguardante il Parco degli Iblei arriva con il Tar che conferma che l’iter istitutivo dev’essere completato statuito dal Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia sezione di Catania
Aspetto espresso con sentenza 1681/2026, emessa seguito del giudizio instaurato da Ente Fauna Sicilia ETS (assistito dagli Avvocati Corrado V. Giuliano e Salvatore Nanè), ancora non passata in giudicato.
Discutere è se si debba realizzare (rectius istituire) o meno è operazione oziosa poiché l’art. 26 comma 4 septies D.L. 159/2007 (conv. in L. 222/2007) ne prevede espressamente l’istituzione. Il Parco in questione interessa un’area vastissima ricompresa nelle province di Ragusa, Siracusa e Catania e in esso rientrano l’altopiano degli Iblei, cave e canyon naturali, boschi mediterranei, siti archeologici come Pantalica ed aree agricole con oliveti, carrubeti, vigneti e serre.
E la L. quadro sulle aree protette 394 del 1991 concede misure di incentivazione (finanziamenti statali, regionali e dell’Unione Europea) ai Comuni e alle Province il cui territorio è compreso entro i confini di un parco nazionale. Cos’, dunque, strumenti di compensazione, incentivi agli investimenti e semplificazioni procedurali rendono la tutela ambientale (da valutare complessivamente nella convivenza tra agricoltura, paesaggio e biodiversità) un’opportunità.
Territorio soggetto a vincoli
Il problema è che il territorio era già soggetto a SIC, ZCS e ZPS e vincoli paesaggistici e idrogeologici, per cui gli abitanti stessi temono la burocratizzazione e l’impatto sull’indotto e sull’occupazione.
L’istituzione del Parco degli Iblei dovrà trovare un equilibrio tra la tutela dell’ambiente e le esigenze di chi vive e lavora sul territorio. La normativa, infatti, tutela sia il patrimonio naturale sia la libertà di impresa e la proprietà privata. Per questo sarà fondamentale il coordinamento tra Regione Siciliana, Ministero e Libero Consorzio di Siracusa, così da garantire regole chiare e procedure efficienti.
Uno dei temi più delicati riguarda gli impianti fotovoltaici. L’obiettivo è evitare che la nascita del Parco degli Iblei blocchi gli investimenti nelle energie rinnovabili. Allo stesso tempo, secondo ambientalisti e comitati civici, la realizzazione degli impianti dovrà rispettare il paesaggio, la biodiversità e soprattutto le vocazioni agricole del territorio.
La legge sui parchi stabilisce inoltre quali aree avranno maggiori livelli di tutela, quali attività saranno consentite e quali interventi avranno bisogno di autorizzazioni. Sarà quindi importante che il futuro Ente Parco garantisca trasparenza e tempi certi, evitando che i nuovi vincoli si trasformino in un ostacolo per cittadini e imprese.
Per capire se il Parco degli Iblei funzionerà davvero, si potrebbero fissare alcuni obiettivi concreti: ridurre i tempi delle autorizzazioni, favorire investimenti compatibili con l’ambiente, sostenere l’agricoltura, aumentare il turismo, proteggere la biodiversità e creare nuovi posti di lavoro. Importante sarà anche la capacità di intercettare fondi regionali, nazionali ed europei.
L’esperienza di altri parchi italiani dimostra che la tutela dell’ambiente può diventare anche un’opportunità economica. Per questo sarà fondamentale coinvolgere agricoltori, imprese, Comuni, università, associazioni e operatori turistici nella gestione del territorio.
La sfida, dunque, è superare la contrapposizione tra ambiente e sviluppo economico. Il Parco degli Iblei potrebbe diventare un punto cardine per l’economia di Siracusa, Ragusa e Catania, puntando su turismo, agricoltura, innovazione ed energie sostenibili, senza compromettere il paesaggio e le caratteristiche naturali degli Iblei.
