ROMA – Riportare le esigenze e l’esperienza degli amministratori locali al centro dell’agenda politica nazionale. È iniziato a Roma il vertice promosso da Sud chiama Nord e Sindaci d’Italia intitolato “L’Italia dei Territori”, una tre giorni di dibattito istituzionale che punta a gettare le basi per una nuova proposta politica fondata sul pragmatismo, l’autonomia e la centralità degli enti locali.
Ad aprire i lavori è stato il presidente di Sindaci d’Italia, Ernesto Magorno, che ha ribadito la matrice ideale del percorso di federazione con la forza guidata da Cateno De Luca:
«Sud chiama Nord è un partito di territorio, di sindaci e di amministratori locali. È un partito dei territori ed è ovvio federarci con chi condivide la nostra stessa storia. Non si tratta di un’operazione di palazzo, ma di un progetto che affonda le sue radici nella lezione di don Luigi Sturzo».
Nel corso della mattinata è intervenuto anche il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che ha affrontato i nodi legati al caro energia, al nucleare di nuova generazione e al ruolo del Mezzogiorno nei corridoi infrastrutturali. Rispondendo a una domanda sul nuovo assetto politico, il ministro ha espresso parole di apprezzamento definendo la collaborazione con Sud chiama Nord «un contributo di realismo notevole» per la coalizione.
De Luca: «Dalle finanze alla burocrazia, ecco il metodo amministrativo»
Particolarmente articolato l’intervento di Cateno De Luca, che ha vestito i panni del “facilitatore” con l’obiettivo di giungere a una sintesi strategica e programmatica nazionale tra i due movimenti:
«La prima cosa che ho sempre fatto entrando in un palazzo municipale è farmi portare il bilancio. Perché nel bilancio non ci sono solo numeri, ma le scelte politiche che devono trovare copertura finanziaria. Deve finire l’alibi secondo cui siamo nelle mani della burocrazia: l’indirizzo strategico sull’organizzazione spetta al sindaco e alla giunta».
Ripercorrendo oltre vent’anni di battaglie amministrative – dalle esperienze a Fiumedinisi, Santa Teresa di Riva e Messina, fino all’attuale guida della città di Taormina – De Luca ha sottolineato la differenza sostanziale tra autorità e autorevolezza: «L’autorità ci viene assegnata dalla legge. L’autorevolezza ce la conquistiamo noi sul campo: io preferisco essere autorevole e non autoritario».
Le proposte programmatiche per il Paese
L’ex primo cittadino di Messina ha poi tradotto il proprio bagaglio amministrativo in una serie di proposte concrete destinate a confluire nel manifesto programmatico nazionale:
- Programmazione territoriale integrata: promuovere modelli di semplificazione (sulla scorta del piano “Vivi Fiumedinisi”) per unificare in un solo percorso procedurale investimenti pubblici e privati, riqualificazione urbana e creazione di posti di lavoro.
- Introiti da siti archeologici: estendere a livello nazionale il modello già introdotto a Taormina, garantendo ai Comuni che ospitano grandi attrattori culturali una quota dei proventi dei sbigliettamenti da destinare alla gestione di decoro, pulizia e sicurezza.
- Riforma del dissesto finanziario: rivedere la normativa sugli enti locali per liberare anticipatamente dalle vincolanti restrizioni di legge i Comuni capaci di risanare i propri conti prima dei termini prescritti.
Accompagnato dalla proiezioni di video storici sulle sue eclatanti azioni sul campo, De Luca ha liquidato l’etichetta di “sindaco sceriffo” con schiettezza: «Le sceriffate fine a se stesse non servono a nulla. Quello che conta alla fine sono i risultati». La kermesse proseguirà nei prossimi giorni con il contributo annunciato di alti esponenti istituzionali tra cui il presidente del Senato Ignazio La Russa, diversi ministri e la premier Giorgia Meloni.
Ricevi le notizie di WLTV su Telegram, appena escono: iscriviti al canale
