CANICATTÌ (AG) – Una notte di follia e devastazione si è consumata lungo il viale Regina Margherita a Canicattì, dove un normale controllo si è trasformato in un vero e proprio parapiglia. Protagonista della vicenda un disoccupato ventunenne del posto che, completamente in preda ai fumi dell’alcol e in totale stato di escandescenza, ha seminato il panico tra residenti e avventori della movida.
La devastaizone: arredi in frantumi e cinque auto danneggiate
La furia del giovane è esplosa quando ha iniziato a rovesciare e distruggere pesanti botti in legno utilizzate come tavoli da un locale della zona. Non sazio della devastazione, il ventunenne ha riversato la propria rabbia contro i veicoli in sosta lungo la via, danneggiando ben cinque automobili: una Jeep, una Renault Laguna, una Peugeot 208, una Smart e una Citroen C3. All’intervento di una guardia giurata accorsa sul posto, il giovane ha inoltre rivolto gravi minacce di morte all’indirizzo del metronotte.
L’intervento di Polizia e Carabinieri e l’aggressione dei complici
La situazione è ulteriormente degenerata all’arrivo congiunto degli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza e dei Carabinieri della Compagnia di Canicattì. Alla vista delle divise, l’esagitato ha rincarato la dose, scagliandosi contro gli operatori con insulti e minacce di morte.
Nel momento in cui i poliziotti sono riusciti a immobilizzarlo per caricarlo sulla gazzella e condurlo in ufficio, sono entrati in azione tre amici del giovane – rispettivamente di 17, 18 e 22 anni – che hanno tentato in tutti i modi di ostacolare il trasferimento, aggredendo le forze dell’ordine. Grazie alla prontezza operativa di militari e agenti, la situazione è stata tuttavia riportata alla normalità.
Le denunce
Al termine delle operazioni di identificazione, il ventunenne è stato deferito a piede libero alla Procura della Repubblica per i reati di danneggiamento aggravato e ubriachezza molesta. In concorso con gli altri tre giovanissimi complici, dovrà inoltre rispondere delle pesanti accuse di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale.
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