Siracusa. Articolo Uno sulle elezioni comunali: “ Deciderà il Tar ma esiste già un problema politico”

Già durante lo spoglio, quando ancora non si conosceva l’esito, dichiarammo pubblicamente il nostro sconcerto per le tante incomprensibili e inquietanti anomalie che stavano emergendo. Lo stesso clamoroso ritardo nella ufficializzazione dei risultati lasciava sgomenti e profondamente inquieti.

E’ evidente che furono commessi rilevanti errori nel conteggio, nella trascrizione dei dati, nella compilazione dei moduli e documenti: questo emerse subito, ragionevolmente frutto della inesperienza dimostrata da diversi presidenti di seggio. Magari una informazione e formazione preventiva a chi, per la prima volta, si accingeva a presiedere un seggio elettorale con compiti delicati di responsabilità sarebbe stato saggio. Non amiamo fare processi alle intenzioni e fino a quando non saranno accertati comportamenti e atti dolosi è giusto parlare di errori anche pesanti e gravi ma dettati solo da superficialità ed inesperienza.

Ma ciò detto se la relazione a firma del Viceprefetto Dott. Sindona parla davvero di 4.700 voti, comunque di diverse migliaia, in dubbio e di incerta attribuzione , con situazioni abnormi in diverse sezioni, deciderà certamente il Tar a novembre ma per chi si occupa di politica in questa città e provincia un problema e un interrogativo esiste già: si chiama legittimità politica del risultato, se cioè in qualche modo è stato tradito o solo alterato – anche se solo in parte – il volere popolare.

Art1 è un partito che si colloca nella nuova sinistra e nessuno può sobriamente sospettare forme di fiancheggiamento alla destra siracusana ed è ovvio che nel gioco della democrazia ognuno svolge il proprio ruolo e assume posizioni e toni che ritiene piu’ adatti. Ma da partito di sinistra sentiamo il dovere di interrogarci seriamente sulla legittimità politica di un risultato elettorale che si trascina simili incredibili “errori ed anomalie”.

Sulle regole del gioco a nostro avviso non si fanno battaglie politiche ma si deve rivendicare e pretendere il rispetto rigoroso, perché la legalità e la volontà del cittadino-elettore vanno garantite e tutelate sempre e comunque a prescindere se in un dato momento favorisce uno schieramento sull’altro.

Vero che in ogni competizione elettorale si sono riscontrate contestazioni e anomalie ma è bene precisare che hanno coinvolte poche schede elettorali e comunque non in grado di mettere anche solo potenzialmente in discussione la validità del risultato finale. E da uomini e donne di sinistra non possiamo avere difficoltà a dire, pertanto, che, se saranno davvero così gravi e di tali dimensioni questi errori, è giusto, per tutelare la democrazia e il diritto, che si torni a votare. Ovviamente in tal caso ci batteremo perché vinca la sinistra, una coalizione politica e civile di centrosinistra: ma questa sarà eventualmente un’altra pagina.

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