Siracusa. Il consiglio comunale dice no alle trivellazioni

Il consigliere comunale Michele Buonomo ha illustrato ieris era all’aula un documento a sostegno delle iniziative a difesa del territorio portate avanti dal Comitato No Triv Sicilia da inoltrare al Presidente della Regione Siciliana. Ecco il testi integrale.
I sottoscritti consiglieri firmatari chiedono al Presidente del Comunale di Siracusa di far pervenire al Presidente della Regione Sicilia On. Musumeci e al Sindaco di Siracusa,affinchè si faccia ulteriormente portavoce ,questo documento a sostegno delle iniziative condotte dal Comitato No Triv – Sicilia impegnato contro la proposta di intervento denominata Rilievo geofisico all’interno del permesso di ricerca idrocarburi denominata Fiume Tellaro.
Proposta presentata dalla ditta Panther Eureka s.r.l. (oggi Maurel et Prom Italia s.r.l.). Il permesso di ricerca riguarda un’area di 660,37 Kmq che ricade nelle provincie di Siracusa, Ragusa e Catania in cui vi sono anche Comuni inseriti nella World Heritage List dell’Unesco e interessa parecchi Siti della Rete Natura 2000 e del Piano di Gestione Monti Iblei .
Pur non avendo territorialità alcuna rispetto alla questione in oggetto. Essendo il Comune di Siracusa città capolugo all’interno di una provincia purtroppo interessata , Patrimonio Unesco e centro propulsore di un territorio a forte vocazione turistico-culturale.
I sottoscritti consiglieri desiderano opporsi fortemente a qualsiasi tipo di perforazione, sia a mare che nella terraferma . E invocano il Presidente On. Musumeci di stoppare il Decreto dell’Assessorato Territorio e Ambiente della Regione Siciliana che dispone conclusa con esito positivo, con raccomandazioni, la procedura di Screening della Valutazione di incidenza ambientale in riferimento alla proposta su indicata.
Prendendo totalmente in prestito le parole del Comitato- No Triv, come qui di seguito.
“Si ritorna su proposte datate che già il territorio aveva decisamente respinto e, quindi, si considerano assolutamente negativi i tentativi di puntare di nuovo su permessi di ricerca di idrocarburi soprattutto su un territorio ad altissima vocazione turistica ed agricola con modelli socioeconomici ben realizzati. Unendoci al comitato si chiede al presidente Nello Musumeci di fare un passo indietro e revocare il permesso di ricerca di idrocarburi nella Sicilia Sud-Orientale “Fiume Tellaro” rispetto al quale la Regione Siciliana ha recentemente concluso positivamente la procedura di “Screening” della Valutazione di Incidenza Ambientale. Tale autorizzazione prevede attività di ricerca, ma ha ovviamente come obiettivo ultimo l’estrazione di idrocarburi nel Val di Noto; un territorio che in questi ultimi anni si è affermato come meta turistica di rilievo sia per le riserve naturali e le importanti zone di interesse storico-archeologico, sia per la produzione di prodotti agricoli ed enogastronomici di qualità. La procedura di autorizzazione non ha, come avrebbe dovuto invece fare, verificato le innumerevoli criticità di una possibile fase di estrazione. Si è applicato, pertanto, in modo incompleto e pericoloso, quanto disposto dalle norme vigenti per la tutela dei Siti Natura 2000, il tutto mentre è in corso una procedura di pre-infrazione per la non corretta applicazione della procedura di Valutazione di Incidenza. È del tutto anacronistico puntare sugli idrocarburi: i cambiamenti climatici, gli effetti dell’inquinamento, gli sviluppi delle rinnovabili, ci hanno ormai imposto di cambiare le politiche energetiche. Allo stesso modo dobbiamo preservare il territorio, la salute e le risorse naturali dal «barbarismo del petrolio» ( così come ha citato Monsignor Staglianò, Vescovo della Diocesi di Noto) che ha avvelenato e continua ad avvelenare la nostra isola.
Così come richiesto dal comitato , anche i consiglieri firmatari chiedono al presidente Nello Musumeci di fare un passo indietro e revocare il permesso “Fiume Tellaro” ed altri che riguardano la terra e i mari siciliani e ai Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico di dichiarare definitivamente il Val di Noto incompatibile con qualsiasi progetto di ricerca e coltivazione di idrocarburi, anche mediante la convocazione immediata degli Enti locali per la partecipazione attiva alla Conferenza Unificata volta all’adozione del Piano per la Transizione Energetica (Pitesai). Il territorio si era già espresso chiaramente 12 anni fa e ancora oggi ribadisce compatto il suo No alle trivelle”.

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