In data odierna il personale della Sezione di Polizia Giudiziaria dei Carabinieri, in servizio presso la Procura di Siracusa, ha eseguito l’ordinanza che impone il divieto di incontro ai coniugi già collocatari di una minore. La misura arriva dopo il provvedimento del Tribunale per i Minorenni di Catania che, lo scorso luglio, aveva disposto il ricongiungimento della bambina con la madre biologica, contestando ai coniugi possibili violazioni delle norme penali richiamate.
La vicenda ha origine dalle segnalazioni degli organi minorili e della madre naturale, che denunciavano il persistente rifiuto dei coniugi di dare esecuzione al provvedimento di affido ai servizi sociali e, successivamente, alla madre biologica. La bambina, giunta in Italia sola nel 2022 dopo un salvataggio in mare, era stata affidata provvisoriamente ai due coniugi, fino al rintraccio della madre e alla conferma del legame tramite test del DNA.
Secondo gli accertamenti tecnici e le relazioni degli esperti incaricati, i coniugi avrebbero ostacolato il percorso di riavvicinamento madre-figlia attraverso comportamenti ritenuti oppositivi, pressioni psicologiche sulla minore e azioni valutate come maltrattanti, fino a rendere impossibile l’esecuzione dei provvedimenti dei servizi sociali. La bambina, inoltre, avrebbe interrotto progressivamente attività scolastiche e sociali, mostrando crescenti segnali di disagio.
Gli investigatori e gli specialisti coinvolti avrebbero riscontrato condotte volte a indurre la minore a rifiutare la madre, esponendola a tensioni e dinamiche conflittuali. Alla luce degli elementi raccolti, è stato possibile ricostruire un quadro di presunti maltrattamenti e manipolazioni, con impatti sul benessere psicologico della bambina.
Con la notifica dell’ordinanza eseguita oggi è stato finalmente possibile dare attuazione al provvedimento del Tribunale per i Minorenni. Resta fermo che il quadro è di natura indiziaria e dovrà essere approfondito nel rispetto della presunzione di innocenza degli indagati.
