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Vittime Maremonti, il cordoglio dei sindaci

E’ unanime il coro dei sindaci dei comuni lambiti dalla strada statale 124, meglio nota come Maremonti, nel pretendere più controlli e maggiore sicurezza. Michele Carbè, sindaco di Buscemi, nell’esprimere cordoglio alle famiglie delle vittime, punta il dito contro quei centauri che affrontano quel tratto di statale 124 a tutto gas. “Da troppi anni, in particolare durante il fine settimana – dice – quel tratto di strada si  trasforma in un vero e proprio circuito per centauri, diventando teatro di condotte di guida spericolate che mettono in serio pericolo non solo la vita degli stessi motociclisti, ma anche quella degli abitanti, delle famiglie e di tutti coloro che percorrono quotidianamente la statale”.
Parla di un vero e proprio fenomeno il sindaco di Palazzolo Acreide, Salvatore Gallo: “Da un quindicennio, ormai, continuiamo a contare gli incidenti e i morti su questo nostro tratto di strada. Anche le tre vittime dell’ultimo incidente sono morti annunciate e non sono bastati gli appelli e gli incontri in Prefettura per arginare una vera e propria strage. La Maremonti è la strada preferita dai motociclisti che, purtroppo, in maniera imprudente, raggiungono punte di velocità altissime, pericolose per loro e per tutti”.
Per il sindaco di Palazzolo, “ci vuole un immediato potenziamento dei controlli su quel tratto di strada e non solo in concomitanza con eventi nefasti. Noi piccoli comuni non abbiamo vigili urbani da mettere a disposizione per questo tipo di servizio, per cui occorre rafforzare le pattuglie delle forze dell’ordine per garantire controlli severi e costanti”.
Il sindaco di Buccheri, Alessandro Caiazzo, invece, invoca l’attivazione dei tutor. Quello dell’alta velocità delle moto è un problema di “non è di facile risoluzione – dice – ma sono certo che si troverà il giusto rimedio, magari pensando all’istallazione definitiva del sistema tutor. Intanto, confidiamo in una presa di coscienza maggiore da parte dei motociclisti, che rimangono sempre i benvenuti nelle nostre comunità, ma che devono capire che la vita è solo una e non la si può buttare in questo modo, mettendo altresì a repentaglio anche l’incolumità di tutti coloro che il fine settimana transitano in quel tratto di strada”.

 

By Redazione

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